museo dei bambini
Francesca Fortuzzi (foto di Tommaso Sfregola)
«Non sono stati rispettati diversi principi che stavano alla base del bando, per questo abbiamo presentato un esposto alla Corte dei conti. Ora si devono fermare i lavori finché non viene verificata la conformità ai vincoli del Pnrr». È l’accusa che Francesca Fortuzzi, capogruppo di Potere al Popolo in quartiere, ha lanciato questa mattina nella sala consiliare Vinka Kitarovic del quartiere San Donato verso il Comune in merito al MuBa, il Museo per i bambini che sorgerà in un’area verde del rione Pilastro.
Uno dei punti critici dell’attuale progetto al centro del dibattito cittadino, secondo la consigliera, riguarda il principio del consumo di suolo zero, presente sin dal principio nel bando: «Inizialmente il museo doveva sorgere su una piattaforma già impermeabilizzata tra la Casa Gialla e la biblioteca e non prevedeva ulteriore consumo di suolo verde. Il progetto esecutivo attuale prevede, invece, la cementificazione di circa mille e trecento metri quadri fino ad un massimo di 1500 metri quadri». Il MuBa, per questo motivo, andrebbe anche contro il principio europeo Do No Significant Harm, che prevede che gli interventi previsti dai Pnrr non debbano arrecare nessun danno significativo all’ambiente. Anche i vincoli, sempre del Pnrr, di rigenerazione e di riutilizzo degli immobili abbandonati non sarebbero stati rispettati. «Sono tanti gli immobili sfitti, vuoti o abbandonati qui nel rione Pilastro che potevano essere recuperati», afferma la consigliera.
Un'ulteriore violazione di questi vincoli risiederebbe poi nell’abbattimento di alcune alberature presenti nel parco, intervento che, secondo Potere al Popolo, non sarebbe stato illustrato durante il percorso partecipativo del progetto. Un percorso, quello della Fondazione Innovazione Urbana del Comune, che per Fortuzzi è stato insufficiente: «Si è limitato unicamente al coinvolgimento della sfera amministrativa del quartiere San Donato-San Vitale e di associazioni del terzo settore, tra l'altro già assegnatari anche di altri spazi. Il cronoprogramma iniziale, poi, non è stato per niente rispettato. I cittadini avrebbero dovuto partecipare alla discussione sul progetto prima dell’assegnazione dei lavori. Ci sono anche tante associazioni civiche e di comunità che lavorano in questo territorio che avrebbero voluto parteciparvi». Il progetto viene contestato da Potere al Popolo anche dal punto di vista educativo, visto che la sostituzione di uno spazio verde gratuito con una struttura in cemento con ingresso a pagamento annullerebbe il senso di inclusione del parco pubblico.
Al centro delle critiche di Potere al Popolo c’è la gestione da parte della Polizia delle diverse manifestazioni che si sono tenute dentro il parco dove sorgerà il MuBa, la maggior parte delle quali finite in uno scontro fra gli attivisti dei comitati di quartiere e delle Forze dell’ordine. «La reazione della Polizia è stata spropositata, ha solo contribuito ad acuire il malessere popolare mettendo in pericolo i residenti del rione. Quello a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane è stato un abuso delle Forze dell’ordine», ha accusato la consigliera di Potere al Popolo.Durante l’assemblea è intervenuta anche una residente del quartiere ed ex insegnante che ha partecipato alle recenti manifestazioni: «Io ho insegnato per quarant’anni e non ho nessuna intenzione di essere catalogata come teppista o violenta. Il quartiere ha bisogno di spazi aperti e gratuiti per i bambini. Non sono convinta che un museo a pagamento risponda davvero alle esigenze dei ragazzi che vivono qui».
L’obiettivo di Potere al Popolo è, quindi, di fermare i lavori finché non viene verificata la conformità ai vincoli del Pnrr e finché l’amministrazione comunale non ascolti la voce dei comitati di quartiere contrari all’opera. «La tutela della popolazione deve prevalere sull’interesse finanziario. Dopo tre mesi di assoluto silenzio e di non risposte, Lepore deve avere un confronto con il quartiere».
Non si è fatta attendere la risposta di Matteo Lepore, interpellato questa mattina a margine di un evento: «Siamo professionisti di esposti ormai. Quindi risponderemo anche a questo 101esimo esposto, credo».