premio strega
Lo scrittore e giornalista Gianluigi Schiavon (foto della casa editrice)
Un manoscritto misterioso sull’eterno dualismo di vita e morte, una biblioteca che racchiude in sé la grande Storia, e infine una spirale di delitti legati alla cronaca odierna. Sono questi gli elementi che danno forma e sostanza a “Parlami morte. Il libro segreto dell’Archiginnasio” (Giraldi), di Gianluigi Schiavon, scrittore, giornalista ed ex vicedirettore de “Il Resto del Carlino”, tra le 79 “penne” proposte per l’80esima edizione del Premio Strega. Nella motivazione della professoressa Simonetta Bartolini si legge: «Il libro di Gianluigi Schiavon racconta l’amore e la morte parlando con quest’ultima. Offre così una riflessione su due archetipi fondamentali dell’esistenza umana e della letteratura, Eros e Thanatos». Oltre a ciò, c'è un'altra forma di amore che si può cogliere tra le pagine, ovvero l'amore per la parola scritta, attenta, ben costruita, che dà vita con rigore al panorama bolognese in cui si sviluppa la vicenda. Protagonista del romanzo è un professore di italianistica dell’Alma Mater ossessionato da un testo medievale di un autore anonimo, “Le immagini dell’agonia”, trovato nella Biblioteca dell’Archiginnasio e riguardante gli studi di Mondino de’ Liucci, padre dell’anatomia moderna. Dal tema di fondo della storia, ovvero il concetto di agonia unito all’eterna battaglia tra la volontà di vivere e il nulla della morte, partiranno una serie di femminicidi ispirati alle tecniche mortuarie contenute nell’antico manoscritto, rendendo così la trama un concentrato di tensione emotiva e attualità.
In attesa dunque del 1° aprile, giorno della selezione della dozzina dei semifinalisti dello Strega, abbiamo dialogato con Schiavon sul suo nuovo titolo e sulla sua candidatura.
Cosa si prova a essere stati proposti per lo Strega?
«È un’emozione enorme, un traguardo inaspettato».
Pronostici per il 1° aprile e la selezione della dozzina?
«Cerco di non pensarci, cerco di dimenticarmi che deve arrivare un 1° aprile. No, in verità lo aspetto sereno, è già una grande soddisfazione essere stato candidato».
Il suo libro è pubblicato da una casa editrice bolognese alla sua prima candidatura allo Strega, spesso mosso dalle influenze dei grandi marchi.
«Giraldi è una realtà locale, ma ha un’ottima distribuzione a livello nazionale. La proposta allo Strega potrebbe essere la spia che qualcosa sta cambiando. Da un po' di tempo è iniziata ormai un’apertura politica della rosa dei candidati alle case editrici medio-piccole. C’è una maggiore sensibilità in questo senso».
Veniamo al romanzo. Cosa l’ha ispirata?
«Il libro è nato da un’operazione di recupero dei miei studi di italianistica col professor Camporesi. La mia tesi si intitolava proprio “Le immagini dell’agonia” e si concentrava sulla letteratura medica dei primi anatomisti. Da qui è nata l’idea per una storia di finzione».
“Parlami morte” ruota attorno a un luogo simbolo della città, l’Archiginnasio. Secondo lei Bologna è ancora in grado di affascinare e ispirare?
«Assolutamente sì. Bologna ha tesori visibili e tesori celati. Il Palazzo dell’Archiginnasio è sempre lì, in evidenza, eppure nasconde un mondo. Bologna ha davvero tanti valori che continua a esprimere, riesce a regalare molto in termini di cultura».