Viabilità
Il Presidente del Tar Paolo Carpentieri (foto di Giulia Carbone)
«Ci sono stati particolari questioni e ricorsi legati a "Bologna città 30". Ci siamo espressi tramite una sentenza, ma non abbiamo espresso un giudizio di merito sull’opportunità e sulla condivisibilità o meno della scelta amministrativa. Il nostro è un commento sull’iter e sulla conformità a un parametro normativo». Queste le parole del presidente del Tar dell’Emilia-Romagna, Paolo Carpentieri, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.
La questione risale a due anni fa quando l’amministrazione Lepore aveva ridotto il limite di velocità per i mezzi di locomozione a 30 chilometri orari a tutta la città escludendo solo le strade ad alto scorrimento come i viali, dove il limite era rimasto a 50 chilometri orari.
Il 20 gennaio, però, il Tar dell’Emilia-Romagna, ha accolto il ricorso di due tassisti bolognesi bloccando così l’estensione della cosiddetta “Zona 30” fortemente voluta dal Comune.
«A prescindere dai positivi e desiderabili effetti di riduzione degli incidenti – si legge nella sentenza del Tar – l’individuazione delle strade assoggettate al limite 30 non risulta essere avvenuta nel rispetto della vigente normativa. Il comune ha introdotto un limite di velocità generalizzato al 64% della rete stradale, laddove invece avrebbe dovuto avvenire limitatamente a specifiche strade».
Nonostante la sentenza del Tar, l’amministrazione comunale ha già annunciato la volontà di proseguire con il progetto, ricorrendo al Consiglio di Stato.