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Donna che assiste un'anziana (foto Ansa)

 

In Emilia-Romagna sono oltre 600mila i caregiver informali, quegli "angeli invisibili" che assistono gratuitamente la popolazione anziana bisognosa di assistenza, pari a un milione e centomila abitanti, il 24,7% del totale. Nella grandissima maggioranza si tratta familiari, ma, in una società che invecchia e in cui crescono le persone singole colpisce il dato dei 90mila, pari al 15%, che non hanno alcun tipo di legame di parentela con gli anziani non autosufficienti che seguono. Si tratta di amici o, addirittura, di vicini di casa. Sono i dati salienti emersi dall’indagine Eras (Emilia-Romagna Aging Survey), in sinergia con Alma Mater, la Regione, il Comune di Bologna, nell’ambito del progetto Age-It finanziato con fondi del Pnrr. Lo studio evidenzia il fatto che il lavoro di sostegno senza costi per chi lo riceve è destinato a colmare in maniera crescente il gap tra una domanda in crescita e un'offerta pubblica e privata che rischia di esserne travolta.

Nello studio spunta anche un altro dato significativo: la maggior parte dei caregiver sono donne sopra i 50 anni, spesso ancora a lavoro, che si prendono cura di familiari stretti; nel 60-65% dei casi sono i genitori oppure i suoceri. Ad occuparsi dei circa 1,1 milioni di over 65 della regione sono al 70% le donne, contro il 30% degli uomini nella stessa fascia d’età. La differenza sostanziale, però, è possibile notarla soprattutto nelle attività quotidiane di assistenza verso chi ne ha più bisogno, come per esempio l’igiene e la cura personale, dove la presenza femminile risulta sicuramente più forte rispetto a quella maschile. Gli uomini, dal canto loro, sono più coinvolti nelle pratiche burocratiche (63% contro il 49%), che vanno dall’andare a fare la spesa a pagare le bollette. Per molte donne sotto i 60 anni il problema maggiore è dunque riuscire a conciliare il proprio lavoro personale e l’assistenza degli anziani.

Ma con l’aumentare dell’età, cresce pure l’impegno da riversare nei confronti degli over 65. I caregiver “intensivi”, cioè quelli che dedicano almeno due ore al giorno alla cura, sono soprattutto tra i 60 e i 69 anni, spesso dopo la pensione. In media, poi, chi ha un diploma dedica più ore totali al mese all’assistenza rispetto a chi è laureato. Anche il reddito incide sul tempo dedicato alla cura, con chi guadagna oltre i 25mila euro l’anno che riduce sensibilmente il tempo impiegato.

La Regione aveva riconosciuto ufficialmente il ruolo dei caregiver familiari con la Legge n. 50 del 30 maggio 2024, che prevede tra l'altro permessi retribuiti per l'assistenza a persone non autosufficienti,, accesso a servizi di sollievo e di assistenza domiciliare

In conclusione, le province emiliano-romagnole con il numero più alto di caregiver over 50 sono quelle di Ferrara e Ravenna. Modena e Piacenza registrano invece le percentuali più basse, mentre Bologna si trova in una posizione intermedia.