Un poliziotto col taser (foto Ansa)
«Se diventerò sindaco, assumerò subito 150 agenti in più, come avvenne in passato con l’amministrazione Guazzaloca». Alberto Zanni, candidato alle elezioni del 2027 per Una Nuova Bologna e presidente di Confabitare, chiarisce la sua posizione sul tema della sicurezza, premettendo che la città è percepita da molti residenti «sempre meno sicura per episodi di violenza, aggressioni e accoltellamenti dalla periferia al centro». «Quando la sicurezza in città non funziona – ha detto in una nota – non è corretto attribuire tutta la responsabilità al Governo, alla Polizia di stato e ai Carabinieri». E continua: «Il Comune ha strumenti propri e una responsabilità diretta attraverso la polizia locale. È una responsabilità amministrativa che non può essere elusa”.
Oggi i vigili sono 550 e c’è in programma l’assunzione di altre 50 unità nel 2026. «Questi ingressi – dice Zanni – compensano solo pensionamenti e spostamenti. Il risultato è che, a fine anno, il numero reale di agenti sarà sostanzialmente invariato». Ai vigili il presidente di Confabitare promette un adeguato riconoscimento economico e una migliore organizzazione del lavoro. Perché «non si può chiedere maggiore presenza senza intervenire su stipendi e condizioni operative».
Inoltre Zanni apre anche a taser, bastoni estensibili, giubbotti antiproiettile e anti-accoltellamento. E spinge per auto con celle di sicurezza, più moto e unità cinofile. «Sicurezza non significa militarizzare la città – aggiunge – ma impiegare la Polizia locale in strada con le dovute tutele, per sé e i cittadini». In questo senso, propone il ripristino dei vigili di quartiere, agenti “appiedati e riconoscibili”, capaci di costruire un rapporto quotidiano con residenti e commercianti e di monitorare costantemente l’andamento delle singole zone. A questo si affianca la necessità di incrementare il sistema di videosorveglianza, come strumento di prevenzione e supporto operativo. «La sicurezza urbana – conclude Zanni – va costruita con scelte amministrative chiare e il Comune ha gli strumenti di intervenire».