qualità della vita
Nell'immagine il sito web consultabile, per l'analisi dei dati, www.qolimpact.com
Sessantotto su cento. È il punteggio totale della nuova analisi sulla qualità della vita in città, con la sorpresa di un brutto voto per la dimensione culturale che raggiunge il risultato di 48 su 100, penultima prima del fanalino di coda che nel capoluogo è rappresentato dalla situazione abitativa (36 su 100). Bene, invece, economia ed educazione, dunque la scuola, con la prima in testa (76 su 100) e la seconda che raggiunge il 71 su 100. Tra i sottogruppi, maglia nera anche per la percezione della sicurezza notturna che totalizza un punteggio di 42 su 100.
Un metodo di indagine e di indicizzazione innovativo, realizzato sulla base dell’Un Habitat delle Nazioni Unite. E Bologna è la prima città d’Europa a coinvolgere 1.400 cittadini in una «sfida per garantire trasparenza e imparzialità e accogliere i messaggi che arrivano dai cittadini». Lo ha detto questa mattina in Commissione consiliare l’assessore ai fondi europei Anna Lisa Boni, sottolineando che «l’indagine avviata sui criteri delle Nazioni Unite ci ha permesso di misurare la qualità della vita in città combinando gli indicatori usati generalmente. Il nuovo modello consente di confrontarci con realtà internazionali e di posizionare Bologna come laboratorio di innovazione nelle politiche urbane».
Ed è anche un’occasione per rivolgersi a un arbitro esterno e indipendente, considerando che, per la prima volta, non è il Comune a valutarsi da solo ma è l’Onu che ha calcolato gli indici e ha fatto poi l’analisi comparata dei dati. Il campione dei cittadini coinvolti, rappresentativo di ogni età, genere e quartiere, ha permesso di raggiungere la massima trasparenza possibile, con la messa in risalto del dato locale, affiancato ai criteri d’esame internazionali predisposti dall’Onu.
«L’obiettivo di fondo è quello di sviluppare un indice innovativo – ha detto la responsabile del progetto in città Cristina Pizzolato - e così estenderlo in tutto il mondo, promuovendo a livello globale la qualità della vita per misurare il benessere oltre il classico parametro del Pil. E arrivando a misurare gli obiettivi di sviluppo sostenibile con un taglio pratico e con dati aggiornati e disaggregati».
In tale contesto, l’indice delle Nazioni Unite può essere applicato in contesti molto diversi tra loro e oggi sono oltre 100 le città hanno espresso il desiderio di partecipare, con più di 40 che sono impegnate nella raccolta dei dati. Le macro dimensioni coinvolte in città (suddivise a loro volta in sottogruppi) sono cinque: cultura, governance, economia, ambiente e società e gli indicatori sono fissati attraverso specifici workshop dove la società civile, l’Università, gli amministratori e le associazioni di categoria identificano gli aspetti peculiari della città. Una volta raccolti, i dati vengono inseriti nella piattaforma online consultabile dai cittadini (www.qolimpact.com), che include tutte le città aderenti al progetto e che possono essere confrontate tra loro, per un quadro d'insieme complessivo e più ampio.