Giorno della memoria

La sede del Cassero (foto Ansa)

 

Continuano i casi di omofobia. Lo segnala, in una nota, il "Cassero lgbtqia+ center", sede bolognese di Arcigay, che invita, nel Giorno della Memoria, a non aver paura di denunciare abusi, discriminazioni e violenze subite. L'appello arriva dopo una sentenza del Tribunale di Bologna che ha condannato a sei anni e otto mesi, con rito abbreviato, il ragazzo venticinquenne di origini moldave che adescava uomini attraverso un sito di incontri per poi incontrarli a casa loro, aggredirli e ricattarli in cambio di denaro. Il provvedimento riguarda i reati di rapina aggravata e di lesioni aggravate. Coinvolta nella vicenda anche la compagna del giovane, che si occupava del riciclaggio dei soldi ottenuti tramite bonifici; la donna è stata condannata a due anni e otto mesi con sospensione condizionale della pena. La sentenza è arrivata dopo la deposizione, questa mattina, di una corona da parte del sindaco Matteo Lepore nel Giardino di Villa Cassarini, dove si trova la lapide dedicata alle vittime omosessuali dello sterminio nazista.

Sono sei le persone finite nel mirino della coppia accertate a Bologna, di cui quattro costituitesi parte civile, tutti uomini tra i 50 e i 60 anni. Uno di loro, dopo essere stato legato mani e piedi per una ventina di minuti dal suo aguzzino e costretto a fare bonifici istantanei (circa 3.500 euro), si è poi rivolto allo Sportello legale del Cassero lgbtqia+ Center, fino a ottenere la difesa dell’avvocato Fiorella Shane Arveda.

Si tratta di eventi di matrice omofoba sempre più frequenti, infatti, secondo i dati del Cassero, che sta seguendo da vicino la questione, almeno una persona ogni due giorni sceglie di rivolgersi al suo centro antidiscriminazione. L’invito dell’associazione, dato il clima attuale, è quello di non nascondersi per il timore dell’outing e di denunciare.