Immigrazione
Il senatore FdI Marco Lisei in Aula (foto Ansa)
È destinato a durare a lungo il dibattito che si è generato questa settimana sui Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, si è detto favorevole a dialogare con il governo Meloni in merito all’ipotetica apertura di un Cpr sul territorio regionale, scatenando il malcontento di una buona parte della sua coalizione, tra cui Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, e anche la Cgil e il Comune di Bologna, che ha una maggioranza analoga alla sua. Ne abbiamo parlato assieme al senatore bolognese Marco Lisei, di Fratelli d’Italia.
Senatore, de Pascale ha aperto al confronto sulla questione del Cpr in Emilia-Romagna. Il suo giudizio?
«Il governo è determinato a implementare i Cpr sul territorio nazionale, in quanto sono uno strumento indispensabile per fermare e identificare le persone che non devono stare in Italia. Su questa questione, posso solo aggiungere che il governo ha sempre dialogato con tutti».
Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, ha comunque sottolineato che la decisione ultima sui Cpr spetta al ministero dell’Interno.
«Condivido pienamente le parole del collega Bignami».
Il suo partito in Regione ha firmato un’interrogazione alla giunta per chiedere a de Pascale di spiegare chiaramente alla cittadinanza cosa intende fare. Condivide questa interrogazione?
«Sì, la condivido. Occorre fare chiarezza sulle posizioni sui centri di rimpatrio, perché sono un importante strumento per la sicurezza nazionale. Chi è contro di essi è contro appunto ai rimpatri e vuole che delinquenti, criminali di ogni sorta restino sulle nostre strade».
La posizione di de Pascale ha scatenato malcontento all’interno della sua coalizione, da Avs al M5s. Pure il Comune di Bologna ha dato una risposta negativa sul tema.
«Al centrodestra spetta governare il Paese e risolvere i problemi dei cittadini. Noi dialoghiamo con tutti, e il centrodestra prende atto per l’ennesima volta che la giunta di Bologna è chiusa al dialogo. Poi c’è il sindaco Matteo Lepore che ipocritamente auspica il dialogo un giorno e gli altri sei attacca il governo e fa una politica ideologica di estrema sinistra. Il governo su Cpr e rimpatri andrà avanti».
In definitiva, il Cpr in Emilia-Romagna serve?
«L’implementazione dei Cpr è una priorità. I Cpr, ribadisco, sono l’unico strumento adatto ai rimpatri, insieme agli accordi internazionali ovviamente. Noi siamo chiari e favorevoli a questa soluzione. Sono ipocriti quelli che chiedono i rimpatri dei delinquenti stranieri e allo stesso tempo non vogliono i Cpr, dato che non esiste ancora il teletrasporto; stanno solo voltando le spalle a chi chiede sicurezza».