Intervista
Massimo Guerrieri (foto dell'interessato)
Massimo Guerrieri, cronista che segue la Virtus per èTV, analizza la situazione della squadra di Ivanovic, reduce da una combattuta sconfitta contro il Fenerbahce, alla vigilia della sfida fondamentale per la classifica di Eurolega contro la Stella Rossa di Belgrado.
Guerrieri, partiamo da una notizia delle ultime ore, contro la Stella tornerà l’infortunato Vildoza, uno dei giocatori migliori della partita d’andata a dicembre, cambia il volto della squadra?
«Vildoza è fondamentale per la Virtus. Si è fatto male purtroppo proprio in un momento di ottime prestazioni che compensavano un periodo no di Edwards. La domanda è: si è ripreso del tutto e può stare in campo 25-30 minuti? O per evitare ricadute fisiche uscirà dalla panchina solo in alcuni momenti chiave? Sarà questo a cambiare tutto».
Non c’è pericolo che lui e Edwards si pestino i piedi? Che si rompano degli equilibri?
«Hanno entrambi il loro spazio, non sono d’accordo con chi sostiene che vadano a cozzare uno con l’altro. È vero che Edwards in passato ha tenuto la palla troppo per sé a volte, ma Ivanovic sta facendo un buon lavoro con lui, lo abbiamo visto molto più altruista a Dubai, contro Treviso e anche ieri col Fenerbahce. Sono giocatori con caratteristiche diverse che possono tranquillamente fare bene nello stesso quintetto. Gli equilibri che cambieranno saranno altri».
Per esempio?
«Hackett non giocherebbe da playmaker se Vildoza dovesse tornare con tanti minuti, ma non sarebbe un male. I suoi 38 anni si fanno sentire e giocare da ala piccola anziché da uomo che porta sempre palla, come sarebbe nel suo ruolo naturale, gli permette di svolgere compiti più precisi e limitati che non gli fanno finire il fiato troppo presto».
Con la Stella Rossa all’andata le Vu nere persero di un solo punto, da allora la squadra di Belgrado si è rinforzata?
«Non sono arrivati giocatori formidabili e non c’erano neppure infortunati importanti che ora sono tornati disponibili. Hanno un buon contorno di nomi che possono senza dubbio dare una mano. Potrebbero cambiare alcune prestazioni tra la partita passata e domani: lato Stella Devonte Graham aveva giocato una partita non degna di lui e Motiejunas, arrivato da poco, non era ancora il centro titolare della squadra e aveva avuto pochi minuti. Lato Virtus invece Pajola e Morgan in attacco non avevano inciso e Hackett era stato in campo molto poco. D’altra parte anche Edwards e Vildoza potrebbero non replicare le prestazioni strepitose dell’andata».
Soprattutto nei primi quarti la squadra di Belgrado aveva saputo imporsi fisicamente, la presenza di un solo centro sotto il canestro bianconero si farà sentire ancora?
«Probabilmente. La Stella è una squadra che attacca molto energicamente il ferro, con giocatori imponenti come Moneke, Ojelei e una pletora di centri. Diouf invece al momento è l’unico lungo in mano a Ivanovic visto che Diarra e Smailagic sono fermi. Penso però che gli avversari non siano ancora una squadra abbastanza matura da replicare quello che fecero in casa anche in trasferta. Il pubblico di Belgrado dà una carica incredibile ai suoi. E se in campo scenderà la Virtus di ieri sera col Fenerbahce la Stella avrà pane per i suoi denti».
Parlando di ieri sera, alla Virtus è mancata solo un po’ di fortuna per spuntarla contro i campioni in carica o qualcuno poteva fare di più?
«Era difficile fare meglio vista la forza dell’avversario e visto che a 15 secondi dalla fine erano sotto di un solo punto. Certo è che nei primi minuti del terzo quarto più che la sfortuna è stato il talento altrui. La difesa del Fenerbahce ha alzato i giri rendendo impossibili le penetrazioni a canestro e non era serata buona neanche per il tiro da tre punti».
Proprio di triple ha parlato anche coach Ivanovic, salta all’occhio lo 0 su 6 di Morgan contro il 4 su 5 di Tucker dall’altra parte.
«La Virtus ha tirato peggio del suo solito e il Fener meglio del suo solito. Tucker è stato micidiale però soprattutto negli attacchi al ferro facendosi largo a spallate, ancora una volta di fisico. In questi casi a volte è mancato un po’ di aiuto difensivo quando il primo uomo veniva saltato. Però anche nella sconfitta c’è del positivo. Morgan in passato se non era in serata di tiro da tre scompariva dalla partita, mentre ieri sera nonostante la mano fredda dal perimetro ha fatto 14 punti tra tiri da due e tiri liberi».
Nient’altro da recriminare alla squadra?
«No, la difesa ha retto anche nei momenti peggiori del terzo quarto subendo solo 12 punti in 7 minuti. Le assenze per infortunio tra i ragazzi di Ivanovic erano molto più pesanti di quelle sulla panchina turca e in squadre come la Virtus dove non c’è un solo protagonista è sempre difficile trovare un equilibrio tra i componenti. Forse Niang poteva impattare di più in difesa, ma è un ragazzo giovanissimo, non ci possiamo aspettare da lui la freddezza e continuità di un veterano».
Teme un contraccolpo psicologico per la squadra dopo avere perso di così poco giocando così bene?
«Psicologico no, Dusko Ivanovic sa tenere la truppa e ieri sera nel post-gara aveva la faccia di chi non vede l’ora della prossima palla a due. Fosse stato per lui avrebbero affrontato la Stella Rossa in quel momento. Il rischio può essere il contraccolpo fisico per tutte le energie usate ieri, con un primo tempo più lento e una squadra che carbura di più nel secondo».
Secondo lei quale ingrediente manca alla Virtus per vincere queste partite che spesso perde per pochi punti negli ultimi secondi?
«Non me lo invento io, lo ricorda spesso Ivanovic. Pazienza. Questa Virtus è una squadra giovane, fatta di ragazzi scalpitanti che quando vedono l’avversario rimontare o scappare nel punteggio perdono un po’ la testa. Cosa che comunque sta cambiando, siamo lontani dall’inizio del torneo quando la squadra soprattutto in trasferta non combinava niente. Se il percorso di maturazione continua, si gioca con più freddezza e gli infortunati rientrano, questo gruppo se la può giocare con tutti nelle prime dieci posizioni dell’Eurolega».