Olimpiadi
La fiamma olimpica (foto di Simone Ferraro, CONI)
“Ghe sem”, recita in dialetto una pubblicità delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026: "Ci siamo". E ci saranno anche l’Emilia-Romagna e Bologna ai giochi. Già da domani sera a San Siro per la cerimonia di apertura, dove a sfilare dietro il tricolore in mezzo alla delegazione azzurra ci saranno il parmense Tommaso Saccardi, il faentino Lorenzo Bilotti e i bolognesi Marilù Poluzzi con i fratelli Miro e Flora Tabanelli. L’Italia in questa edizione punta a eguagliare il proprio record storico di medaglie vinte, furono 20 nel 1994 a Lillehammer in Norvegia, e non è impossibile che una arrivi proprio dalle file nostrane.
Benché infatti quattro atleti su cinque siano al debutto sul palco olimpico, il talento non manca. I riflettori in particolare sono puntati su Flora Tabanelli nello sci freestyle, disciplina in cui la diciottenne tra il 2024 e il 2025 ha fatto bottino pieno, aggiudicandosi la Coppa del Mondo, sia nella classifica generale che in quella di specialità, i Mondiali di Big Air e i Winter X-Games. Unico ostacolo che potrebbe fermare il suo dominio sulla disciplina, un infortunio subito a novembre in allenamento a Stubai, in Austria. Una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro che poteva compromettere addirittura la partecipazione ai giochi, ma dal quale la campionessa sembra essersi ripresa in tempi record: ai giornalisti ha dichiarato di essere pronta e di avere l’infortunio alle spalle.
Le fa compagnia nelle stesse specialità sciistiche il fratello più grande di tre anni Miro, anche lui alla prima apparizione olimpica, e come lei già dotato di un palmares che parla da solo con due terzi posti consecutivi in Coppa del Mondo. La passione dei fratelli Tabanelli per lo sci acrobatico è stata ereditata dal padre Antonio, atleta circense e ginnasta oltre che gestore di un rifugio nell’Appennino modenese, dove i due hanno imparato a sciare prima che a camminare.
Sempre nello sci, ma in quello alpino, un'altra prima volta è quella di Tommaso Saccardi. Altro figlio dell’Appennino emiliano. Classe 2001, ha fatto registrare per tre volte un posizionamento nella top 3 di Coppa Europa. Le Olimpiadi potrebbero essere un’ottima scuola per il parmense, dandogli la possibilità di affiancare nella sua disciplina fenomeni del calibro di Sofia Goggia e Federica Brignone.
L’ultimo debutto olimpico emiliano-romagnolo sarà quello di Marilù Poluzzi. La 22enne, nata a Bologna ma cresciuta in Trentino, non calza gli sci ma una tavola da snowboard, esibendosi sia in acrobazie aeree che in discese a ostacoli tra slalom e rampe. In quest’ultima disciplina ha conquistato un terzo e un primo posto nelle competizioni europee degli ultimi anni.
Infine un veterano alla sua terza partecipazione olimpica, Lorenzo Bilotti. Nato proprio nell’anno delle 20 medaglie azzurre in Norvegia, forse un buon auspicio, gareggia nelle competizioni di bob a quattro. Solo dal 2016 il faentino si cimenta in questo sport, prima un passato nel calcio e nell’atletica leggera, salendo nel novembre 2023 sul secondo gradino del podio della coppa del mondo di bob a Yanqing.
Non mancheranno inoltre nelle prossime settimane fra Cortina e Milan tanti bolognesi famosi tra cui l’ex sciatore e campione olimpionico Alberto Tomba. Al suo collo vennero poste tra l’88 e il ‘94 tre ori e due argenti a cinque cerchi.