Storia

Andrea Bolognesi e Fabio Mauri (foto di Andrea Scordino)

 

Bologna riscopre la sua storia e la presenta ai suoi cittadini e ai turisti. Dal 24 gennaio riapre l’Opificio delle Acque che attualmente ospita la sede del consorzio canali di Bologna. Dopo la scopertura del canale di Riva di Reno, l’apertura dell’Opificio è il secondo tassello che riaccende il profondo legame tra la città e l’acqua. Si potrà così esplorare il prezioso patrimonio di corsi d’acqua sotterranei, considerati l’origine della grande della storia di Bologna.

«Questa sede, che da tempo ospita una mostra fotografica della storia dei canali, deve divenire l'hub di riferimento per tutte le informazioni sul reticolo dei canali storici bolognesi e in generale sul reticolo idrografico della città», ha detto soddisfatto Andrea Bolognesi, direttore consorzio Canali di Bologna durante la presentazione del progetto. La sfida è restituire la dovuta importanza alla storia della città delle acque. Il consorzio, come spiegato da Bolognesi, non sarà l’unico attore nel processo di valorizzare il patrimonio idraulico di Bologna: «Con le nostre sole forze non eravamo in grado di dare il dovuto potenziamento a questa offerta e quindi ci siamo affiancati all'associazione “Succede solo a Bologna”, con la quale abbiamo già avuto una proficua esperienza durante le visite dei sotterranei di quest'anno dello scorso anno».

Tra le novità, una stazione per la misura dell’acqua e un monitor dal quale vedere i report settimanali per la salubrità dell’acqua, che per Bolognesi fanno ben sperare: «La qualità dell’acqua è eccellente. Questo è il periodo migliore dell’anno perché arriva acqua da neve disciolta quindi proprio a livello di ossigenazione, siamo veramente su qualità ottime» dice fiducioso.

Tra le speranze restano però alcune preoccupazioni su possibili alluvioni dovute alle ultime piogge: «Siamo stati molto attenti, non preoccupati - precisa Bolognesi - per la quantità di pioggia caduta in 48 ore, ma a differenza degli eventi dell’ottobre del 2024 non ci sono stati picchi o accelerazioni». Il monito per ogni eventualità rimane: «Eventi del genere capitano, e anche in quei casi come nel 2024 e nel 2023, un ingresso di aria umida dall’Adriatico è un qualcosa di anomalo rispetto alle perturbazioni tirreniche a cui siamo abituati».

L’entusiasmo per il nuovo progetto resta il sentimento più diffuso dei promotori: «Siamo molto contenti di questa collaborazione che è già iniziata con le visite ai sotterranei qualche anno fa e che ha portato ottimi risultati», dice Fabio Mauri, presidente di Succede solo a Bologna. «Per quanto riguarda l'Opificio delle Acque – continua Mauri -  sicuramente già dal 24 apriremo con una preview e in primavera di quest'anno faremo un'apertura che sarà quotidiana, quindi tutti i giorni l'opificio sarà disponibile alla città, ai turisti a chi vuole visitarlo e inseriremo visite guidate, ampliate sotto tanti aspetti, non solo contenutistici ma cercheremo di ampliarle a livello multimediale e porteremo insomma il turista, il visitatore a conoscere i canali e i sotterranei in maniera approfondita». L’obiettivo è fare in modo che l’opificio sia più che un centro documentale: «Speriamo possa diventare il punto di riferimento per tutti gli amanti dei canali e dei sotterranei e che sappiamo essere tantissimi e da qui anche daremo una metodologia visita a questi luoghi che sono stupendi».