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L’allarme smog si è esteso a tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Dopo la rilevazione dei nuovi livelli di Pm10, sono scattate ieri le misure precauzionali per contenere il livello di polveri sottili presenti nell’aria, capaci di penetrare nei polmoni e causare problemi respiratori e cardiovascolari. Tra queste, lo stop ai veicoli diesel fino a Euro 5 e agli altri veicoli fino ad Euro 2 dalle 8.30 alle 18.30, e il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza l’uso di tecniche ecosostenibili. L’allerta, già in vigore da martedì a Bologna, Reggio-Emilia, Ferrara e Modena, sarà in vigore fino a domani, quando ci sarà una nuova rilevazione. «È normale che succeda, soprattutto in inverno – spiega Vanes Poluzzi, responsabile della Qualità dell’aria di Arpae –. Tutto il nord Italia è sottoposto a una debole perturbazione di tipo Atlantico, quindi umida e calda che porta aria più calda negli alti strati dell'atmosfera. In queste condizioni la diffusione degli inquinanti tende ad accumularsi nei bassi strati». Tutto questo ha portato a un aumento delle concentrazioni «e cioè del materiale particolato, di solito Pm10, ma anche Pm2.5. E infatti, in questi giorni, abbiamo visto proprio dei valori piuttosto importanti», ha concluso Poluzzi. 

La notizia è arrivata proprio nel giorno in cui Arpae – l’Agenzia regionale per la prevenzione, l'ambiente e l'energia dell’Emilia-Romagna – ha pubblicato il report sulla qualità dell’aria. Nel 2025, i valori medi annuali di Pm10 e Pm2.5 sono risultate entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento. Il valore limite annuale del biossido di azoto è stato rispettato sull’intero territorio regionale, senza superamenti del limite orario. Nei parametri previsti dalla normativa rientrano anche biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio. A proposito del report, l’assessora regionale all’ambiente Irene Priolo ha commentato che «i dati riferiti allo scorso anno mostrano come le azioni messe in campo con il Pair 2030, il Piano aria integrato regionale, inizino a dare risultati tangibili. Va denunciato però che con l'ultima legge di Bilancio, il Governo ha tagliato per l'Emilia-Romagna 52 milioni per la qualità dell'aria nel prossimo triennio». Risorse, secondo l’assessora, già negoziate e ottenute, destinate proprio a «sostenere cittadini e imprese nella riduzione delle emissioni, e che sono state cancellate con un colpo di spugna. Togliere risorse al Piano per la qualità dell'aria non significa risparmiare: significa non investire sulla salute delle persone e, nel medio periodo, aumentare i costi sanitari che ricadranno su tutta la collettività».