scuola

Foto Ansa 

 

Lamberto Montanari, rappresentante dei presidi dell’Anp Emilia-Romagna, non si stupisce del commissariamento delle scuole in Regione deciso dal Governo. «È un pasticcio abbastanza complicato, già preannunciato – premette –. Se ne parla da talmente tanto tempo che a un certo punto uno dice: “Succeda quello che deve succedere”, commissariamento o meno». Secondo lui, l’accorpamento delle dirigenze può essere un bene, valutando il territorio e gli ingranaggi del sistema scolastico emiliano. 

 

Presidente, l’accorpamento delle scuole era una misura preannunciata? 

«Sì, è una cosa in sospeso da anni, non vedo nessuno scandalo. Il problema è che ci sono scuole che per legge non possono avere la dirigenza e hanno la reggenza, e quindi un’amministrazione che funziona male. Questa gestione attuale della scuola non garantisce l'efficienza e il buon funzionamento che sarebbe necessario»

 

Secondo lei porterà a un miglioramento del servizio scolastico? 

«Sì, in molti casi l’ha fatto. Poi non bisogna arrivare a guardare le cose semplicemente con l'idea del risparmio di posti o di risorse. Bisogna fare un ragionamento di funzionalità del sistema. Il numero degli studenti non condiziona per forza la qualità del lavoro del dirigente o del servizio erogato»

 

Anche se si venissero a creare scuole da 1.800-2.000 studenti?

«Perché no? Ce ne sono, ovviamente le scuole da 2.000 studenti sono pesanti dal punto di vista dei numeri, e si fa più fatica, ma esiste per questo il personale delegato. Ci sarebbe semmai bisogno di una riforma della scuola che promuova la carriera dei collaboratori del dirigente, che sono fondamentali in istituti con grandi numeri»

 

Un esempio? 

«Nella vallata del Santerno a Imola ci sono 11 plessi distribuiti su quattro comuni. Il territorio è talmente vasto che ogni piccolo paese ha la sua scuola. Negli anni si sono volute tenere aperte tutte le scuole; quindi, la razionalizzazione è stata necessaria, perché non era possibile lasciare l'autonomia a centri così piccoli. Si è organizzata un'unica autonomia per governare i plessi e questo ha funzionato»

 

Lamberto Montanari (Foto concessa dall'intervistato)

 

Ci sono stati vari pareri negativi tra i dirigenti della Regione…

«Certo. I pareri negativi sono spesso legati a un senso di appartenenza che dovrebbe essere superato perché quello che conta è il buon funzionamento del sistema. E il sistema è quello del servizio di istruzione, con al centro gli studenti. Per esempio, alcune scuole nei grandi centri potrebbero essere razionalizzate, ma lì si va incontro ai cosiddetti privilegi di ciascuna scuola che vuole mantenersi separata dall'altra, penso a un liceo che non vuole mettersi insieme a un istituto tecnico»

 

Il commissariamento è una scelta politica?

«No, ogni occasione è buona per uno scontro, indipendentemente dall'atteggiamento pragmatico che invece si dovrebbe avere rispetto al servizio della scuola. In Emilia-Romagna comunque le scuole funzionano. Secondo me bisognerebbe ascoltare di più i dirigenti, che sono un po’ la manovalanza in questo senso, gestiscono quotidianamente l’istruzione e l’amministrazione della scuola»

 

Probabilmente al ruolo di commissario sarà nominato Bruno Di Palma. Che ne pensa?

«Lo conosco bene, è stato mio segretario quando ho iniziato a fare il preside molti anni fa, poi ha fatto carriera ed è diventato un funzionario ministeriale. È un bravo tecnico in grado di fare lo stesso ragionamento che ho fatto io. Poi conosce bene le scuole perché è stato Dsga»