I 140 anni
Uno dei pannelli della rassegna, inerente all'attacco terroristico alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 (foto di Edoardo Cassanelli)
La mostra gratuita "Occhi sulla storia", dedicata ai 140 anni del "Resto del Carlino", finirà domani (14 gennaio) a Bologna dopo aver registrato oltre 1500 visite in sole due settimane, compresi festivi e chiusure, come ha avuto modo di sottolineare il vicedirettore Valerio Baroncini, curatore della rassegna assieme al giornalista Claudio Cumani. Non è facile riassumere la storia di un quotidiano in un pugno di parole e immagini, specialmente se quel quotidiano porta sulle spalle il peso record di così tanti anni di attività, eppure i numeri parlano chiaro. L'esposizione è riuscita in questo intento, riassumendo in 46 pannelli gli eventi più rilevanti che la testata, grazie ai suoi cronisti e ai suoi fotografi, ha raccontato per quasi un secolo e mezzo, toccando ambiti locali, nazionali e internazionali.
Ma non si può parlare di una chiusura definitiva, in quanto la mostra è stata concepita per essere una realtà culturale itinerante, destinata quindi a durare a lungo. Semplicemente ora è pronta a lasciare Palazzo De’ Toschi in piazza Minghetti, luogo della sua inaugurazione (avvenuta lo scorso dicembre), per compiere nelle prossime settimane un tour in sei città della regione e in una delle Marche. Parliamo, per la precisione, di Modena, Ravenna, Imola, Ferrara, Rimini, Faenza e Pesaro per il territorio marchigiano. A Modena, nella fattispecie, ci sarà l’occasione di festeggiare gli 80 anni dalla nascita della sede del Carlino in città, un anniversario che porterà all’aggiunta di otto nuovi pannelli di foto locali.
In questo modo, grazie a un tour di tale portata, sarà possibile per un pubblico ancora più vasto addentrarsi nelle pagine di storia del quotidiano bolognese.
Una passeggiata indietro nelle epoche in cui il visitatore potrà vivere le vicende legate a personaggi storici come il poeta Premio Nobel Giosuè Carducci, Guglielmo Marconi, altro Premio Nobel, questa volta per la fisica, e il tenore di fama mondiale Luciano Pavarotti, oppure ricordare momenti di grande impatto sociale, per esempio i disastri del Vajont e di Cernobyl, la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto, l’11 settembre 2001, il Covid, la guerra in Ucraina e molto altro. Tutto per "buttare un occhio" su un modo di fare giornalismo che continua a tenere duro e a farsi riconoscere, soprattutto per i suoi affezionati lettori, fieri di essere cresciuti a "pane e Carlino" e desiderosi di continuare a essere nutriti con questa dieta.