Esteri
Palazzo del Parlamento irlandese a Dublino (foto Licenze Creative Commons)
La vittoria alle presidenziali di Catherine Connolly esprime appieno il pensiero politico del partito di sinistra Sinn Féin, il cui scopo più grande è portare alla riunificazione tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord. Sebbene Connolly sia attualmente un’indipendente, dopo anni tra le fila dei laburisti, anche lei auspica una sola e indistinta Irlanda. Un’unione che non si può che basare su un tema molto caro alla neo Presidente, e cioè il ritorno al parlato del gaelico irlandese, il quale, assieme all’inglese, è la lingua ufficiale della Repubblica, come da Costituzione.
Nato agli inizi del secolo – ma solo dagli anni Settanta porta la veste attuale – lo Sinn Féin è appunto l’emblema dell’indipendentismo politico irlandese, appartenente al ramo della sinistra radicale e caratterizzato da una forte identità legata alla tradizione. Non ha caso il suo è un nome gaelico, che vuol dire “noi stessi”. È da anni ormai il partito di maggioranza relativa nella nazione insulare, e nonostante questo non è mai riuscito ad andare al governo, per via delle coalizioni compatte di centro e centrodestra, restie a discutere il tema, alquanto spinoso, della riunificazione. Eppure lo Sinn Féin riesce a sintetizzare in sé le voci e le coscienze di gran parte degli irlandesi di tutta l’isola. Rispetto a Dublino, la sua influenza a Belfast è molto più accentuata, tanto che l’attuale prima ministra dell’Irlanda del Nord, Michelle O’Neill, è una dei suoi iscritti.
Il conflitto nordirlandese è durato quasi tre decenni, dalla fine degli anni Sessanta alla fine dei Novanta, e si è portato dietro attentati e stragi per via dei dissidi tra i cattolici, repubblicani e indipendentisti, e i protestanti unionisti, fedeli alla Gran Bretagna. Un conflitto sanguinoso risoltosi nel 1998 con il cosiddetto Accordo del Venerdì Santo, firmato poi a Belfast il 10 aprile dal governo di Londra, all’epoca guidato dal primo ministro laburista Tony Blair, e dal governo irlandese. Tutto questo oggi è storia, ma per le due Irlande è una storia che non smette di far parlare di sé, che continua a infiammare gli animi. Non resta che vedere se l’effettiva influenza di Connolly, assieme al Sinn Féin, riuscirà ad allargare ancora di più il consenso per una via diplomatica per l’unione completa dell’Isola di Smeraldo.