Esteri
Murales che ritrae la neoeletta Presidente della Repubblica Catherine Connolly (foto Ansa)
Catherine Connolly, 68 anni, avvocata di Galway, di cui è stata anche sindaca per un breve periodo. Oggi, martedì 11 novembre, ha ufficialmente assunto il ruolo di Presidente della Repubblica d’Irlanda, la massima carica della nazione insulare. Si tratta della decima persona a essere eletta presidente da quando la repubblica è nata, dopo l’indipendenza dal Regno Unito. È anche la terza donna ad assumere tale compito, dopo i mandati di Mary Robinson (1990-1997) e Mary McAleese (1997-2011).
Connolly - indipendente di sinistra e molto seguita soprattutto dai giovani - ha vinto le elezioni con una percentuale di voto a dir poco schiacciante, il 63%, mentre la sua unica sfidante, Heather Humphreys, di centrodestra ed ex ministra, si è fermata al 30%. Questo nonostante un forte astensionismo generato dal non ben accetto bipolarismo che ha caratterizzato queste elezioni presidenziali, appunto caratterizzate da due sole candidate in gioco.
Da sempre interessata alle questioni legate alla giustizia sociale, è stata iscritta fino ai primi anni Duemila al Partito Laburista, per poi uscirne per dissidi interni. Del 2016 la sua nomina a deputata all’Assemblea d’Irlanda, la camera bassa che compone assieme al Senato il Parlamento. Da qui una lunga carriera al servizio del popolo, seguendo i temi più complessi, come la crisi abitativa.
Il pensiero di Connolly è caratterizzato dalle sue posizioni critiche su varie questioni calde dell’attualità, dalla visione di un’Irlanda unita all’opposizione alle politiche trumpiane e all’eccessivo interventismo della Nato. Oltre a ciò, si definisce pro Pal e ha spesso denunciato, negli ultimi due anni, le azioni perpetrate dal governo di Israele sulla popolazione della Striscia di Gaza. Insomma, si parla di una figura politica che si inserisce, assieme per esempio al neoeletto sindaco di New York Zohran Mamdani, nella scia della sinistra radicale, socialista, che sembra stia pian piano rialzando la testa. Al contrario di Mamdani però, Connolly non ha poteri esecutivi, che sono in mano al governo, una coalizione di centro e centrodestra presieduta dal primo ministro (il Taoiseach) Micheál Martin. Coalizione che, al contrario di lei, non accetta l’auspicio di una riunificazione territoriale con l’Irlanda del Nord. In effetti il suo ruolo sarà pressoché cerimoniale, ma già il suo predecessore, il Presidente Michael D. Higgins, poeta e saggista molto amato e anch'egli ex sindaco di Galway, aveva già rotto un po' questo tetto di cristallo, partecipando attivamente ai dibattiti dell’opinione pubblica.
Quindi non resta che vedere come Connolly si impegnerà per cercare di realizzare il suo disegno pacifista, parlando soprattutto alle giovani generazioni di irlandesi in questi suoi sette anni di mandato.