La mostra
Locandina del primo film di Fantozzi (foto Ansa)
Niente sottotitoli in cecoslovacco, ma “La corazzata Potëmkin” di Eisenstein si può guardarla per davvero, proiettata su un “mega televisore” d’epoca. E c’è pure la Bianchi da corsa di Filini, riversa sulla tavola imbandita della Trattoria al Curvone. Con due delle scene più celebri dei film di Fantozzi, il mondo del Ragioniere prende vita negli spazi espositivi di Grand Tour Italia fino al 29 marzo 2026. Una lettera d’amore per i 50 anni dalla prima trasposizione cinematografica del personaggio inventato e interpretato da Paolo Villaggio, stereotipo tragicomico dell’italiano medio e specchio deforme della classe media impiegatizia del post-boom economico. Forse l’ultima maschera della commedia italiana. Di cui “Fantozzi!!! Una mostra pazzesca” ripercorre le origini, a partire dalla genesi letteraria del 1971. Quasi un centinaio i libri pubblicati su di lui, tanti quanti gli oggetti d’epoca esposti, provenienti dalla collezione privata di Guido Andrea Pautasso, uno dei due curatori della mostra. Locandine e fotobuste, veri e propri “trailer su carta” con le scene salienti dei film, ma anche cartoline, dischi, audiocassette, fumetti e riviste con contributi di e su Villaggio. Non mancano persino le curiosità – sapevate che per non arrecare danno all’immagine di Eisenstein le scene in bianco e nero che compaiono nel secondo film furono girate ex novo? – e le risate davanti alla lista dei piatti mangiati dal Ragioniere, tra cui il cane dell’avvenente signorina Silvani. Perché, come dimostra la voce «fantozziano» della Treccani affissa su una delle pareti, il personaggio di Villaggio è ormai senza alcun dubbio parte del nostro patrimonio culturale.