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«Parlare di conquista e di esplorazione, così com’erano in passato, fa un po’ sorridere oggi, con il grande occhio della tecnica che vede e provvede a tutto. Il mondo si è molto ridotto e per lo più addomesticato, ma non per questo dovrà restare inesplorato», scriveva Walter Bonatti,  giornalista, esploratore e famoso fotoreporter italiano.
Esplorazione, curiosità, scoperta.
Ed è proprio in questa scoperta che si ritrova la vera essenza del Bologna Mineral Show, una delle manifestazioni mineralogiche più importanti d’Europa, giunta quest’anno alla sua 54° edizione, che, come dice Massimo Bossosindaco di Casalecchio di Reno – sarà «ricca e significativa come non mai». Infatti, oltre alle classiche attività già presenti in passato – come il T-REX, la Pesca all’oro e l’Archeologia sperimentale – quest’anno ci sono diverse novità.

«Non è solo un evento legato al collezionismo di gemme o minerali – sottolinea Maurizio Varoli, l’organizzatore generale – l’elemento culturale è centrale. Il nostro scopo è far sì che i visitatori possano apprendere nuove conoscenze, volgere gli occhi su diverse realtà, conoscere questo meraviglioso mondo. Insomma, non solo una “festa per bambini”». E anche il luogo sarà significativo. «L’Unipol Arena è perfetta per il Mineral Show – dice Bosso –. È un posto versatile e multiforme, adatto a ospitare ogni tipo di evento, musica, teatro, scienza, cultura». L’iniziativa – per quanto di grande successo in ogni edizione – quest’anno è definitivamente tornata ai livelli pre-pandemia», accerta Varoli. Attesi allo Show diecimila visitatori – «un tetto consolidato che quasi certamente aumenterà» – e oltre duecentoquaranta espositori provenienti da tutta Italia. Tra i punti di forza dell’evento vi è proprio la sua «extra-territorialità», una «capacità di oltrepassare i puri confini locali».

«Ci stiamo espandendo ben oltre la città di Bologna – spiega Roberto Appiani, responsabile scientifico del Mineral Show –. Per esempio, un contributo importante è arrivato dall’Università La Sapienza di Roma e da quella di Milano». Ma c’è di più, perché, a prendere parte in questa nuova edizione, saranno anche le collezioni provenienti da alcuni tra i musei più famosi d’Italia, come i meteoriti del Must di Roma (Museo Universitario di Scienze della Terra), gli esemplari di galena e sfalerite del Museo di Mineralogia dell’Università di Pisa, o ancora le gemme del Museo delle Scienze di Trento. «Il Mineral Show sarà un’ importante occasione di scambio culturale anche proprio per questi musei servirà per accrescere la loro visibilità, uscir fuori dai propri territori, farsi conoscere da un pubblico esterno e non strettamente locale», dice Varoli.
Ciliegina sulla torta, saranno le mostre tematiche – come quelle de “La Meteorite di Renazzo” o “Galena e Sfalerite” – e le conferenze scientifiche – “Fossili e minerali”, “Geologia e clima”, “I minerali fluorescenti”. «Rappresenteranno la vera essenza culturale dell’evento – spiega Appiani – cinque esposizioni tematiche per approfondire i mondi della meteoritica, gemmologia e mineralogia».
Insomma, una grande festa all’insegna della cultura, della scienza, della curiosità. Un invito per tutti –  grandi e piccini, giovani e meno giovani – a scoprire, conoscere, approfondire. Affinché, come diceva Albert Einstein: «A ogni età, si possa sempre guardare il mondo come fa un bambino curioso».

 

 

In copertina: gli organizzatori del Bologna Mineral Show e il sindaco di Casalecchio di Reno. Foto di Lavinia Sdoga