Alimentazione

Un ristorante di sushi (foto Ansa) 

 

«Sicuramente il numero degli ammalati aumenterà, ce ne sono stati molti che ancora non sono stati contati. A oggi non ci sono ancora risultanze sulle indagini che il dipartimento di igiene pubblica dell’Asl sta conducendo, sono stati contestati i provvedimenti di igiene e di gestione del prodotto alimentare ma solo quando i controlli saranno ultimati potremo capire davvero la radice del problema». Così il sindaco di Zola Predosa Davide Dall’Omo, contattato da InCronac@, ha fatto il punto sullo stato delle indagini che vedono coinvolto il ristorante di sushi accusato di essere responsabile delle intossicazioni alimentari patite da alcuni cittadini negli ultimi giorni. Sono circa una ventina le persone intossicate che hanno fatto ricorso al pronto soccorso e i principali sintomi accusati sono stati la febbere, la nausea o la dissenteria, ma in nessun caso c'è stato bisogno di ricovero ospedaliero. 

«Secondo le mie risultanze - ha dichiarato il sindaco - le persone che hanno accusato problemi sono di più delle venti che circolano in queste ore. Questi numeri provengono dalle persone che hanno effettivamente fatto ricorso a prestazioni sanitarie dalla guardia medica, ma ce ne sono molte altre che invece hanno avuto problemi, ma che non sono state contate perché poi sono passati». 

Per quanto riguarda la eventuale riapertura o chiusura del locale, che il sindaco ha specificato essere stata «fatta dal dipartimento di igiene pubblica dell’Asl, e non dal Nas (il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma) come invece si legge», dipenderà dalla volontà del locale interessato, ma potrà avvenire solo una volta accertata la sussistenza delle condizioni minime per la ripartenza. «La decisione di chiudere o riaprire spetterà ai proprietari del locale, che sono molto scossi da una situazione che non si aspettavano assolutamente. Dopodiché, per poter riaprire bisognerà attendere le misure che l’Asl prenderà al termine delle indagini, con eventuali provvedimenti anche nei confronti del ristorante, ma una eventuale rimessa in attività potrà avvenire solo quando verrà stabilito un “punto zero”, ossia il minimo delle condizioni necessarie». 

La situazione legata a queste intossicazioni alimentari ha sconvolto tutti, dato che si trattava di «un locale altamente frequentato e con un grande successo nel nostro territorio. Io stesso - ammette il sindaco scherzando - ci sono andato più di una volta». Un’occasione che ricorda quanto sia necessario prendere le misure di sicurezza adatte in attività come queste: «Bisogna stare molto attenti e faccio un appello a tutti gli esercenti commerciali da questo punto di vista. Vorrei anche sottolineare però la puntualità dell’Asl, che già da domenica è intervenuta tempestivamente per chiudere, evitando un’altra potenziale giornata di contaminazione». Per quanto riguarda la vera causa del problema, non ci sono ancora certezze, anche se il sindaco dubita ci siano stati errori nei controlli preliminari: «Il locale ha aperto da poco e penso che tutte le procedure siano state rispettate con la massima accortezza. Suppongo sia stato più un problema legato alla gestione del prodotto alimentare».