Retrospettiva

Conferenza stampa per la mostra "Viva Varda! Il cinema è donna" al Modernissimo (foto di Ludovica Addarii)

 

Arriva alla Galleria del Modernissimo di Bologna, da oggi al 10 gennaio 2027, la mostra “Viva Varda! Il cinema è donna”. La monografica, come lascia intuire il suo titolo, è dedicata ad Agnès Varda: la prima regista donna insignita del premio Oscar alla carriera (nel 2017) e vincitrice dei festival del cinema di Cannes, Venezia, Berlino, Locarno e San Sebastián.

Varda, venuta a mancare sette anni fa nel 2019, era un’artista a 360 gradi, impegnata nel campo del cinema, della fotografia, nella dimensione sociale come attivista e anche in quella politica. Tra le sale espositive traspare chiaramente il concetto di arte che le apparteneva, un’arte impegnata che declinava l’immagine in autoritratto, fotografia, pittura e cinema. Proprio quest’ultimo per lei ha rappresentato uno strumento sociale, grazie al quale è riuscita a creare personaggi di donne profonde e sorprendenti che lasciassero un segno nella storia del genere femminile, documentando al contempo ciò che accadeva nel mondo attorno a lei come mutamenti politici e culturali.

Per esporre al pubblico il lascito di una figura così poliedrica, al Modernissimo è stata allestita una mostra da 1.200 metri quadrati, interamente tappezzati dalle sue opere tra cimeli a lei appartenuti, fotografie realizzate, istallazioni artistiche e pezzi del suo repertorio cinematografico. La rassegna è stata curata da Florence Tissot con la collaborazione di Rosalie Varda, direttrice artistica e figlia dell'artista.  

L’ampia mostra è suddivisa in sei macro-sezioni:

-              “Rinnovare lo sguardo”. Questo spazio racchiude i suoi legami con la storia dell’arte, della dimensione sociale e politica.

-              “Cinescrittura”. È un neologismo coniato da lei stessa, una parola composta con la quale lei intende l’intero processo creativo come forma di scrittura.

-              “Le famiglie di Agnès”. Uno spazio dedicato ai suoi ricordi più personali, famigliari e non.

-         “Curiosa del mondo”. Qui è contenuta la sua filmografia degli anni Sessanta e Settanta, riflette l’effervescenza artistica e politica di quell’epoca: dalla rivoluzione cubana, ai movimenti per i diritti civili negli Stati Uniti, dalla rivoluzione hippie alla marginalità della povertà.

-             "Femminista, felice e libera”. In questa sezione si respira il suo concetto di femminismo: attraverso le foto delle sue amicizie, le testimonianze della sua indipendenza economica, ma soprattutto attraverso i numerosi interventi sul ruolo delle donne nel mondo del cinema. L’intento era quello di proporre un’immagine alternativa della figura femminile e della coppia, lontana dai cliché collettivi.

-           “Passeggiata italiana”. Agnès Varda per settant’anni ha vissuto l’Italia come spazio dell’arte e dell’amicizia. Il suo viaggio nel Bel Paese parte da Venezia ma passa anche da Bologna, luogo dove seguì personalmente il restauro dei suoi film insieme al laboratorio "L’Immagine Ritrovata". Ha partecipato varie volte anche al festival "Il Cinema Ritrovato", nel 2012 e 2013.