Basket

Toko Shengelia, ex giocatore Virtus (foto Ansa)

 

Bologna, 17 giugno 2025, l’ultima apparizione di Shengelia con le Vu Nere. Una data che coincide anche con il diciassettesimo titolo della storia virtussina. Il merito è quasi tutto suo. Ieri Toko è tornato alla Virtus Arena, con la canotta del Barcellona. Una pioggia di applausi scroscianti e l’abbraccio col patron Zanetti hanno accompagnato il suo riscaldamento nel pre-partita. I campioni d’Italia sono usciti vittoriosi dalla partita, grazie a un super Carsen Edwards, ma i riflettori erano tutti per lui, l’uomo delle ultime finali scudetto. Ma come è cambiata la Virtus in questi ultimi otto mesi senza Toko Shengelia?

Eurocup, Supercoppa e Scudetto in tre anni e mezzo. Shengelia non è stato solo il simbolo della Bologna bianconera, ma anche il motivo per cui la bacheca dei trofei si è allargata nelle ultime stagioni. Due premi di miglior giocatore e una leadership senza eguali. Oltre agli innumerevoli tiri segnati, il canestro più importante lo ha realizzato fuori dal campo con la sua vicinanza al compagno di squadra e amico Achille Polonara, colpito da leucemia contro la quale sta lottando con enorme energia. In estate è arrivata la separazione, con la scelta da parte della società di ringiovanire il roster e “italianizzarlo”. L’arrivo di Edwards ha sancito l’inizio del nuovo ciclo targato Dusko Ivanovic per la Virtus, che però non ha mai dimenticato il georgiano. Alessandro Pajola è stato promosso capitano al posto di Marco Belinelli, Saliou Niang è diventato l’astro nascente della squadra. Ma la stagione non è iniziata nel migliore dei modi.

La Supercoppa è andata a Milano, così come la Coppa Italia. Nel mezzo tanti alti e bassi, soprattutto in Eurolega ma anche in campionato. Il PalaDozza è stato per mesi un fortino, al netto di prestazioni non all’altezza in trasferta. Attualmente in Serie A la Virtus occupa la prima posizione, ma in Europa la musica è diversa. Nonostante la vittoria per 85-80 contro i blaugrana, le Vu Nere si trovano ancora lontani dalla zona playoff. Il recupero di Alen Smailagic fa ben sperare per gli ultimi mesi, ma la stagione potrebbe essere ormai compromessa dopo la brutta figura contro Tortona a Torino nelle Final Eight di Coppa Italia.

La transizione della Virtus è il riflesso di ogni grande club: cicli che si chiudono, altri che nascono. L’importante, però, è non perdere la propria identità. Con il supporto della società e la spinta di un roster in evoluzione, i bianconeri hanno ancora tutte le carte per rivincere il tricolore. La stagione potrebbe non regalare trofei, ma può comunque rappresentare il primo passo di un nuovo capitolo.