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Tifosi e giocatori del Modena festeggiano il raggiungimento dei play off dopo la vittoria contro la Reggiana (foto Modena Fc)
«Penso che il Modena si giocherà dei buoni play off, ma non salirà in Serie A». Che non si legga come disfattismo, perché quello di Stefano Ferrari è più un ottimismo lucido che dà spazio ai sogni senza perdere il contatto con la realtà. Il giornalista di “Trc” e “Corriere dello Sport”, che segue i canarini da venticinque anni, commenta il raggiungimento del sesto posto in Serie B, dopo tre solide stagioni nella serie cadetta, in vista della prima delicata partita della post season contro la Juve Stabia, valevole per la promozione in A. La massima serie manca in quel di Modena da ventidue anni. Nel mezzo due retrocessioni tra Serie B e Serie C, il fallimento nell’estate del 2017, la ripartenza dai dilettanti nel 2018 e l’acquisizione da parte del gruppo tessile Rivetti nel 2021. Otto anni dopo la rifondazione il Modena ha saputo rialzare la testa ed è a un passo da un sogno che richiederà al gruppo del coach Andrea Sottil lo sforzo più grande.
Il Modena manca dalla Serie A dalla Stagione 2003-2004. Quest’anno ci sono i presupposti di andare fino in fondo ai playoff?
«I playoff saranno una bella avventura, ma non si concluderà con la promozione. Per stasera contro la Juve Stabia sono più ottimista, mentre per le altre eventuali partite ci sono squadre sono più strutturate e solide, come il Monza o il Palermo. Al di là di come andrà, l’importante tornare a occupare le prime posizioni in classifica».
Cioè?
«Nel 2014 eravamo in una situazione simile: centrammo i playoff dopo anni difficili, fino alla sconfitta in semifinale con il Cesena, complici anche i tanti infortuni. Tutto questo per dire che nelle altre opportunità c'era sempre stato qualcosa che aveva impedito di arrivare all'atto finale. Adesso, invece, il Modena si sta avvicinando a una posizione di grande importanza nella sua storia di Serie B, ma ancora servirà del tempo per arrivare alla promozione».
Dalla sua prospettiva, i tifosi condividono questa cautela o si lasciano trasportare di più dalle emozioni?
«Diciamo che la proprietà della famiglia Rivetti ha educato la tifoseria a fare prima i piccoli passi. Parliamo di una piazza che ha visto il progetto crescere dai dilettanti fino a oggi, vivendo un miglioramento progressivo e paziente della situazione. Gli obiettivi di inizio anno sono già stati tutti centrati, dunque ciò che si ottiene adesso sarà sicuramente ben accetto; certo che l'appetito viene mangiando, e un briciolo di fortuna potrebbe presentarsi».
E cos’ha fatto fare il salto di qualità al Modena in questa stagione?
«Rinnovare completamente la squadra in estate rispetto allo scorso anno. La rosa ha mantenuto soltanto tre titolari su undici e anche le riserve sono nuove, grazie alla fiducia data a nomi giovani che stanno facendo la differenza, come Wiafe e Massolin, quest’ultimo acquistato dall’Inter per 4 milioni e mezzo di euro. Poi anche una difesa a tre completamente nuova, e l’arrivo di un esperto come Chichizola; l’unico neo sono le punte, tutte di qualità ma con pochi gol».
Se potesse rinnovare a vita un giocatore della rosa, chi sarebbe?
«Simone Santoro, che stasera sarà capitano. Interpreta esattamente il pensiero e il carattere dei tifosi del Modena, perché non molla mai, ha fatto qualche gol importante, ha grande fisicità e grande temperamento».

Il giornalista Stefano Ferrari
(foto concessa dall'intervistato)