Il Quindici

Lo scrittore Alessandro Baricco (foto Ansa) 

Un concerto che non si può definire concerto, un impasto ibrido fatto di fasi differenti: musica da dj, canti gregoriani, la potenza rigorosa e coinvolgente del pianoforte a coda. Ecco la “Notte Eretica” dello scrittore Alessandro Baricco, evento gratuito sui generis avvenuto l’8 e il 9 maggio al Teatro Comunale, ancora in fase di ristrutturazione. Un percorso di orientamento e di ricerca dell’ascolto, in cui si inserisce, per accompagnare il pubblico, la voce di Baricco, nei panni di bardo contemporaneo con occhialini scuri e cappello, immerso in una luce blu soffusa. Il suo è un racconto a mo’ di parabola della storia dell’evoluzione dell’universo delle note, ripercorrendo in parte la scia della sua ultima fatica letteraria, “Breve storia eretica della Musica Classica” (Feltrinelli editore). Ma perché notte “eretica”? Il motivo è uno solo, cioè valorizzare le discrepanze e le scoperte della musica stessa – voce e interpretazione della natura e quindi dell’uomo, carne e anima vibrante – attraverso la comunione “dissacrante” di elettronica e dinamismo classico e religioso. Da qui la performance del dj Alessio Bertallot, del coro bolognese Euridice per il momento del canto gregoriano e infine quella classica della pianista Gloria Campaner, al centro del palco, di fronte alle impalcature del cantiere dentro il Comunale (scenografia atipica eppure esaltante, come entrare in un luogo proibito). Si delinea così l’avventura nell’onda dei secoli dei musici europei, che hanno inseguito i segreti dei suoni, famelici del loro mistero naturale, della loro bellezza insita nell’immateriale che respiriamo, percepiamo. «Usate i vostri corpi per ascoltare la musica; ascoltatela con la vita», invita infatti Baricco, in una serata scivolata via via verso il nuovo giorno, verso nuove consapevolezze, rammentando «l’armonia delle cose sotto la pelle dal mondo», grazie alla quale possiamo sentirci tutt’uno con la realtà, «senza averne paura. Mai».