Salaborsa

La "camera con vista" in Salaborsa (foto di Alberto Biondi) 

 

Uno sguardo sull’Europa e l’unità tra i suoi paesi. È quello che propone “A room with a view” (traducibile in camera con vista), il progetto Erasmus+ ideato dalle ong olandesi ClickF1 e Kopa in collaborazione con Archilabò e Biografilm che ha unito gli studenti degli istituti Keynes di Castel Maggiore e Scappi di Castel San Pietro Terme ai loro coetanei di Utrecht, nei Paesi Bassi. Le due scuole bolognesi sono istituti professionali e, come spiega la responsabile dei progetti educativi di Biografilm, Chiara Boschiero: «Pochi di questi studenti andranno all’università e ancora meno potranno partecipare a un Erasmus. Questo progetto, quindi, permette loro di vivere una dimensione internazionale pur frequentando un tipo di scuola che non è solita fare scambi interculturali. Il piccolo Erasmus con i Paesi Bassi inizierà dall’anno prossimo, la prossima edizione vedrà coinvolti anche Francia e Germania».

Questa è la prima edizione del progetto e, al primo piano della Salaborsa, nella sala Incontri, sarà possibile visitare “A room with a view” fino al 27 gennaio, negli orari di apertura della sala comunale. 

«Siamo all’ultima tappa di un progetto artistico che invita a riflettere su quale sia il concetto, o valore europeo, nel quale questi ragazzi si identificano di più. Dopo diverse riflessioni e con la guida delle artiste Cristina Portolano e Chiara Trivelli, i giovani hanno tradotto i propri valori europei trasformandoli in opere. Con la loro esposizione, i ragazzi pongono questa domanda: "quando faccio (o non faccio) sentire a casa le altre persone?" E per farlo hanno allestito un soggiorno simbolico, una camera con vista, che permette di guardare verso il fuori ma anche di guardarsi dentro».

Entrando nel salotto creato dagli studenti si entra in una dimensione tranquilla e conviviale. Le luci soffuse permettono di concentrarsi su di un video di qualche minuto che raccoglie le testimonianze di alcuni ragazzi con storie di migrazione e accoglienza; passeggiando tra le opere si possono notare i simboli del viaggio, anche quello travagliato: una valigia, due giubbotti di salvataggio catarifrangente, alcuni disegni a matita, una poesia e una sciarpa fatta a maglia. Al centro della stanza un tavolino con una moka e due tazzine da caffè invitano i visitatori, a due alla volta, a sedersi su due poltrone per chiacchierare. Su un tavolino, a fianco delle poltrone, ci sono le prime pagine di alcuni giornali e riviste con un messaggio che invita a informarsi sempre. Sui muri ci sono delle tele dipinte con slogan, parole e disegni. Un leggio regge un quaderno che recita “scrivi qui qual è l’Europa che vorresti” e sotto due parole: “libera, tranquilla”. 

«L’Europa sta attraversando tempi interessanti – dice Bas Ernst, addetto culturale dell’ambasciata dei Paesi Bassi a Roma –. Questo progetto, che ne riflette i valori e dove i ragazzi e le ragazze sono chiamati a riflettere sul loro futuro nel nostro continente, non può che diventare importantissimo per il futuro».

La dimensione di impatto sociale del progetto, oltre al respiro internazionale, trova conferma nella collaborazione con la cooperativa sociale Piazza Grande, tra i soggetti sostenitori dell’esposizione. Oltre alle opere, in mostra sono promosse le attività e le possibilità di sostegno all’associazione per sensibilizzare sull’accoglienza e scoprire come supportare, con un gesto concreto, le persone senza fissa dimora.