Musica
Mogol con Gianni Morandi ieri al Modernissimo (foto di Paolo Pontivi)
Se anche si volessero ricordare, così per gioco, tutte le canzoni scritte da Giulio Rapetti, meglio conosciuto a tutti come Mogol, probabilmente non basterebbe una giornata intera. Una discografia infinita, una vena autoriale e una poetica inesauribile, sin dalla indimenticabile collaborazione decennale con Lucio Battisti, i pochi accordi di una chitarra che si fondono con il testo, nell’esatto momento in cui la scrittura diventa arte, diventa neologismo e si combina con la melodia. Quel Mio canto libero, quei Giardini di marzo, quelle Emozioni che hanno accompagnato gli amori, i dolori e i momenti di felicità di intere generazioni. E che ancora oggi sembrano pensate e scritte l’altro ieri. Al Modernissimo, insieme a Gianni Morandi, Mogol ha ripercorso le tappe della sua vita umana e artistica, i viaggi all’altro capo del mondo, l’ispirazione trovata su una spiaggia australiana, a cavallo nelle campagne umbre con Battisti, nella sua casa di Milano. Una vita raccontata nel libro “Senza Paura” (Salani, 2025), tra aneddoti e retroscena di un mestiere che non può fare a meno di chi quelle parole le mette in musica e poi le canta. E, allo stesso tempo, proprio chi canta non può fare a meno di chi riesce a trasporre sul pentagramma, pur non conoscendo la musica come Mogol, la dolcezza metrica di una frase, di un termine, di quelle brezze che dilagano su terre senza limiti e confini. Una “Collina dei ciliegi” che si aggiunge alle decine di collaborazioni oltre il tanto amato Battisti. Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Mango, Caterina Caselli, solo per citarne alcuni. Sulla soglia dei novant’anni che compirà il prossimo agosto, Mogol ricorda con una punta di nostalgia i momenti che nella sua vita sono stati causa ed effetto delle ore passate con penna in mano, con la discrezione tipica dell'artista che da dietro le quinte permette al sipario di aprirsi sul ritornello di un motivo che prima o poi, tutti, nella vita intonano. Sentimenti e figure che trasformano la banalità mielosa di amori spesso troppo urlati nel dolce sussurro di un sottofondo, riunendo in una sola grande collezione virtuale di musica e testi quello che per tutta la sua esistenza è stato sì il suo mestiere, ma anche una passione inestinguibile. E inesauribile.