l'evento

La locandina del festival durante la conferenza a Palazzo D'Accursio (foto Riccardo Pirrò)

 

«In un festival del gioco, le novità partono dai giochi portati da editori e associazioni». Il direttore artistico Andrea Ligabue presenta così a palazzo D’Accursio la 17esima edizione di “Play-il festival del gioco”, promettendo svago e divertimento in maniera gratuita. La manifestazione italiana dedicata al gioco analogico sarà per il secondo anno consecutivo a BolognaFiere, dal 22 al 24 maggio, e avrà un tema importante: la celebrazione dell’80esimo anniversario del voto alle donne. «Si è scelto con il gioco e la socialità fisica di stare assieme per celebrare un traguardo così importante – ha dichiarato durante la conferenza la vicesindaca Emily Clancy - e siamo contenti di ospitare questa edizione orientata verso pari opportunità, inclusività e socialità». Da qui anche la scelta dell’hastag #LaPLAY, per sottolineare un evento al femminile e che vedrà come ospiti principali proprio figure femminili. Ospite d’onore è Tory Brown, attivista e game designer di spicco autrice di Votes for Women, il pluripremiato gioco sul movimento per il suffragio americano femminile che nel 2026 vedrà per la prima volta la sua edizione italiana.  Ospiti saranno anche Avery Elder, designer queer canadese e Banana Chan, decorata game designer che ha nel suo curriculum una prestigiosa collaborazione con un noto gioco di ruolo come Dungeons & Dragons.

Non solo board games però, perché tra le novità presentate da Ligabue c’è anche un nuovo padiglione. «Avremo un grande spazio dedicato alle famiglie e ai giochi di carte collezionabili (tra cui Riftbound, Yu-Gi-Oh!), un padiglione intero che è una novità nel nostro festival. Ci sarà una zona dedicata alle bambine e ai bambini a partire dai 4 anni e attività di giochi in movimento, grazie agli ampi spazi della fiera». Saranno dedicati al festival infatti oltre 43mila metri quadrati, che ospiteranno 200 espositori, più di 700 eventi e 3mila tavoli pronti per essere occupati. Oltre alle carte, vero e proprio fenomeno ludico in enorme crescita negli ultimi anni, ci sarà anche un’altra novità. «Un'area dedicata alle università e ai giochi divulgativi scientifici – continua il direttore artistico - che abbiamo chiamato biblioteca scientifica. Sono disponibili anche giochi non prodotti solo dall'università, ma che comunque parlano di scienza». Inoltre, come per ogni edizione, ci sarà un paese ospite. Quest’anno sarà la Spagna a ricevere tavoli e aree tematiche per i giovani autori. «Presentano le loro novità, una di queste è molto attesa perché una di loro ha portato un gioco sui portici di Bologna, un aspetto curioso», conclude Ligabue.

La seconda edizione bolognese di Play promette di attirare un grande pubblico. «Dopo le 30mila persone della scorsa edizione, quest’anno ne aspettiamo almeno 35mila - sottolinea Rosa Grimaldi di BolognaFiere –. Siamo contenti della partecipazione delle scuole. Ci aspettiamo più di duemila studenti». Il gioco visto come quindi come strumento sociale, anche per controbattere all’uso eccessivo dei telefonini in particolare proprio a scuola, con il Ministero dell’istruzione che ne ha vietato l’uso proprio da quest’anno. L’importanza dei giochi non-digitali è riconosciuta anche da Daniele Ara, assessore alla scuola di Bologna: «Siamo sicure che questo evento si possa consolidare in città, perché porta tanti spunti sociali ed educativi. In un mondo forse troppo digitale, il gioco analogico può educare al dialogo e alla cooperazione».