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Il taglio del nastro dei cinque nuovi supercomputer (foto di Giulia Goffredi)

 

La “famiglia” del supercomputer Leonardo si allarga. Sono cinque i nuovi “fratelli” del Centro Nazionale Icsc, presentati questa mattina alla sede Cineca del Dama Tecnopolo di Bologna, che, grazie alle loro capacità di calcolo quantistico e ad alte prestazioni, si occuperanno di intelligenza artificiale, previsioni meteorologiche e simulazioni scientifiche, con applicazioni anche in ambito medico. Si chiamano Lisa, Gaia, Marco Polo, Nox e Sox e al Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) sono costati complessivamente 86 milioni di euro. Di cui più della metà – 49 milioni – provenienti dai fondi del Pnrr.

«Qui c’è la porta d’accesso alla ricerca in Italia e in Europa», ha detto il sindaco Matteo Lepore, presente al taglio del nastro assieme alla ministra del Mur Anna Maria Bernini e al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. «Sentiamo la responsabilità di essere il principale hub europeo del supercalcolo. Oggi si apre una nuova stagione, che riguarda il rapporto tra umanità e tecnologie», ha commentato il primo cittadino. Un grande passo in avanti in un percorso iniziato a novembre 2022 con l’inaugurazione di Leonardo. E che ha ancora molta strada davanti a sé. «Ci siamo posti per primi il problema perché vogliamo risolverlo per primi. E questo ci darà un vantaggio competitivo. Siamo già pronti per i prossimi investimenti», ha aggiunto Lepore. 

Guardando al futuro, infatti, l’Italia è stata selezionata per ospitare una delle prime Ai Factory europee, in attesa dell’installazione del nuovo supercalcolatore It4lia, che verrà anch’esso ospitato al Tecnopolo. E, ancora più in là, si attende l’uscita del bando europeo per candidarsi come sede di una delle Gigafactory previste dall’Unione europea, che sarà un partenariato pubblico-privato con piccole e grandi imprese. 

 

Il supercomputer Gaia (foto di Giulia Goffredi)

 

Ma di cosa si occupano esattamente questi nuovi calcolatori? Accanto a Leonardo, che “fa di tutto”, ora è in funzione anche la sua estensione Lisa, dedicata in particolare per l’Ia. Poi ci sono Gaia, che svolgerà la funzione di cloud dei supercomputer e Marco Polo, specializzato in specifiche applicazioni scientifiche, come il meteo e l’astrofisica, entrambi realizzati dall’azienda E4 Computer Engineering di Scandiano, Reggio Emilia. A loro si affiancano i primi due computer quantistici, Nox e Sol, che si pongono l’obiettivo di integrare il calcolo tradizionale alle tecnologie quantistiche. Il primo lavora con il processore “immerso” a temperature vicine allo zero assoluto, mentre l’altro utilizza una tecnologia laser.

La “famiglia” del Tecnopolo si allarga, rientrando nell’investimento italiano sul supercomputing degli ultimi anni, che, spiega Antonio Zoccoli, presidente del Centro Nazionale Icsc, ormai ha raggiunto più di un miliardo di euro. Perché non c’è alcun dubbio, la partita internazionale legata al controllo dei dati si fa ogni giorno più serrata e le sfide da affrontare, dalla salute all’ambiente, diventano sempre più urgenti. E l’Europa, l’Italia, Bologna non vogliono restare indietro.