letteratura
Locandina dell'edizione di quest'anno (foto Ansa)
È giunto quel periodo dell’anno in cui si comincia a mettere in fresco la bottiglia di liquore giallo zafferano più chiacchierata nel panorama letterario italiano. Sono ben 79 i libri proposti all’80esima edizione dello Strega e circa una decina sono stati scritti da autori emiliano-romagnoli, noti e meno noti. Sei di questi sono di casa a Bologna. Si tratta degli scrittori Ermanno Cavazzoni, Marcello Fois, Gianluigi Schiavon, Bruno Damini, Vito Di Battista e Cosimo Damiano Damato.
Cavazzoni, nativo di Reggio Emilia ed ex docente all’Alma Mater, è presente con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet), incentrato sulla figura di una grande penna della letteratura nostrana, Gianni Celati, per anni professore al Dams, scomparso a Brighton nel 2022. Fois, sardo di Nuoro ma adottato da tempo dalla Turrita, è nella lista grazie a “L’immensa distrazione” (Einaudi), romanzo a cavallo tra il realismo e il metafisico. Damini, parmigiano di nascita, giornalista oltre che scrittore, si fa strada con “Il primo a prender fuoco fu Totò. La Grande Storia di monsù Peppino cuoco errante”, pubblicato dall’editore bolognese Minerva. Ci sono Schiavon, padovano d’origine, e il suo “Parlami morte. Il libro segreto dell’Archiginnasio”, anch’esso edito da una casa editrice della città, Giraldi, e ambientato in uno dei luoghi simbolo della Dotta, l'Archiginnasio appunto. Di Battista è un abruzzese da tempo cittadino di Bologna e si presenta col suo terzo romanzo, "Dove cadono le comete" (Feltrinelli). Infine c'è Damato, pugliese che si sposta tra Bologna e Modena, "padre" del romanzo storico "Nessuna grazia. Gramsci e Pertini, una storia di prigionia e resistenza" (Rai Libri). Ecco quindi i possibili candidati bolognesi; è curioso il fatto che provengano da latitudini diverse e siano confluiti tutti sotto le due Torri.
In generale, quest’anno c'è un folto numero di proposte, e pure interessanti, per il più ambito premio letterario d’Italia (gli esempi parlano da soli: Michele Mari, Edith Bruck, Francesco Pecoraro, Nicola Gardini, Vanni Santoni, Bianca Pitzorno). Di certo è il più seguito, in mezzo alle solite critiche e polemiche, alle sorprese all’ultimo minuto. È anche quello più in balia delle funeste correnti dei big dell’editoria, che spesso dettano legge sulle preferenze lasciando poco spazio alle medie e piccole realtà del settore.
Non resta ora che attendere il 1° aprile, quando verrà fatta la selezione dei dodici semifinalisti che avranno diritto a concorrere al premio in via ufficiale, sognando di arrivare alla serata finale e bere direttamente dalla bottiglia di Strega appena aperta il sorso della vittoria, come da rituale.