Salute
Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna (foto Ansa)
Oltre otto miliardi di euro saranno destinati alle aziende sanitarie, mentre i restanti 1,9 miliardi saranno gestiti direttamente dalla Regione Emilia-Romagna per azioni specifiche e vincolate. Sono queste le linee di programmazione e finanziamento del sistema sanitario regionale per il 2026, illustrate oggi, martedì 31 marzo, in Commissione sanità dall’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, con uno stanziamento complessivo superiore di 267 milioni rispetto al 2025.
«Abbiamo messo in campo una prima linea di programmazione solida e vicina alle necessità dei territori», ha spiegato Fabi. «È vero che il Governo ha aumentato i trasferimenti nazionali, ma non in maniera sufficiente a coprire tutti i costi e, dunque, permane un sottofinanziamento. Inoltre, troppi vincoli di spesa limitano la nostra capacità di finanziare liberamente le politiche sanitarie. Siamo preoccupati anche per la situazione internazionale che rischia di far crescere ulteriormente i costi energetici e inflattivi. Tuttavia, resta il nostro massimo impegno affinché sia tutelato il diritto universale alla cura, uno dei pilastri su cui si fonda l’Emilia-Romagna».
Tra le principali aree di incremento della spesa figurano gli oneri contrattuali per il triennio 2025-2027, una maggiore spesa farmaceutica, anche per dispositivi medici (per garantire l’attuale livello assistenziale) e la presa in carico dei pazienti. Dopodiché troviamo l’incremento della copertura vaccinale, in particolare per Hpv, pneumococco e Herpes Zoster, e lo sviluppo del Dm 77 per la diffusione della sanità territoriale. Restano inoltre rilevanti i costi energetici e inflattivi, che pesano sul bilancio sanitario regionale. Infine, secondo la Commissione sanità il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti è arrivato all’8,8%, mentre quello della spesa farmaceutica convenzionata è arrivato a 6,85%. Si sono ridotti, invece, il payback con una stima a bilancio di meno 350 milioni, e il fondo per i farmaci innovativi, che calano di 140 milioni.