Mobilità
Massimilano Cudia, presidente di Marconi Express (foto di Giulia Goffredi)
«Da quando è entrato in servizio, il people mover del Marconi trasporta mediamente più di 1,8 milioni di passeggeri all’anno, di cui 4.900 al giorno di media. Ma, sfruttando anche la crescita dell’aeroporto e della stazione, vorremmo arrivare a raggiungere un obiettivo più grande, quello di trasportare più di due milioni di persone ogni anno». Le ambizioni del people mover di Bologna non si fermano. Parola di Massimiliano Cudia, presidente di Marconi Express dal 2022 e di MetroNet, il Comitato delle metropolitane italiane, che in un’intervista esclusiva rilasciata a InCronac@ ha parlato dei prossimi traguardi della società che gestisce il collegamento su monorotaia tra l’aeroporto e la stazione centrale con fermata anche al Lazzaretto. Un’infrastruttura altamente tecnologica e sostenibile su cinque chilometri di impianto fotovoltaico, che tra qualche tempo potrebbe accogliere anche un nuovo mezzo: «Oggi abbiamo a disposizione tre veicoli ma, se i numeri continueranno a salire come adesso, potremmo pensare di comprarne un quarto tra un paio d’anni. Stiamo già parlando con alcuni possibili azionisti e l’eventuale acquisto di un nuovo mezzo - dal costo di circa dieci milioni - potrebbe permetterci di fare un bel salto di qualità, migliorando anche la geolocalizzazione, utile per le interazioni con gli altri sistemi di trasporto».
Nonostante le ambizioni e un progetto dalle grandi prospettive, nel corso degli anni non sono mancate le polemiche legate ad alcuni malfunzionamenti e al prezzo spesso considerato elevato e poco competitivo rispetto ad altri mezzi come il taxi. Sui problemi che hanno costretto il people mover ad arrestarsi e a rinunciare a qualche corsa, Cudia ha risposto così: «Noi dall'anno scorso abbiamo cominciato a fare quello che si chiama tecnicamente l'overhaul, la revisione generale di tutti i veicoli in anticipo di cinque anni perché questi veicoli hanno lavorato molto. Uno è tornato dalle officine lo scorso dicembre (in genere occorrono otto mesi), il secondo è partito a gennaio, mentre il terzo lo faremo partire in autunno, in modo da completare la manutenzione dell’infrastruttura e impedire che si verifichino questi problemi». «Inconvenienti che, nell'ultimo periodo, non si sono verificati spesso», ha aggiunto Cudia. Il presidente ha ribadito anche le cifre crescenti registrate dall’azienda, che negli ultimi due anni ha avuto un bilancio in attivo rispetto al passato in negativo. «I numeri dei passeggeri e i viaggi giornalieri effettuati dimostrano la bontà del servizio erogato, tanto che negli ultimi tre anni abbiamo sempre dovuto riconoscere al Comune il surplus del 25% previsto dal contratto di concessione quando si supera una soglia alta di viaggiatori annuali. Per quanto riguarda le critiche al prezzo del biglietto, abbiamo fatto delle valutazioni sin dal mio insediamento, e posso confermare che il nostro è il people mover dal percorso più lungo d’Italia e, nonostante questo, rimane quello con il costo più basso al chilometro. Dall’anno scorso, inoltre, il biglietto include anche la possibilità di usufruire di tutte le linee urbane di Tper nei 75 minuti successivi all’acquisto, implementando così anche l’offerta di servizi. In più sono ormai tre anni che il costo del biglietto rimane stabile a 12,80 euro e prevediamo di non doverlo alzare neanche a fronte della grande crisi energetica in atto e delle sorprese del nostro amico americano, anche se è una valutazione che dovremo completare più avanti». Da parte del Marconi Express c'è molta attenzione anche per le famiglie. «In caso di più persone - ha concluso Cudia - esistono comunque dei pacchetti che consentono di risparmiare e viaggiare con cifre agevolate, per un mezzo che comunque impiega soltanto sette minuti e mezzo per arrivare in aeroporto. Sfido a trovare trasporti competitivi».
Tra i tanti temi toccati nell’intervista, che uscirà il 9 aprile in formato completo nel prossimo numero del “Quindici”, c’è anche il prossimo arrivo del tram a Bologna, che Cudia ha commentato così: «A mio avviso è stata una scelta assolutamente corretta, che ci darà modo di sviluppare un sistema di trasporto ancora più integrato e innovativo per Bologna. Sono fautore da sempre di questi modelli, e sono certo che quando sarà inaugurato, le persone lo accoglieranno con grande entusiasmo».