il festival
La super fotografa colonna dei libri all'interno del padiglione 1 del Salone di Torino (foto di Edoardo Cassanelli)
Il mondo verrà salvato dai ragazzini. Ne era convinta la scrittrice Elsa Morante, tanto da manifestarlo in forma di verso. E “Il mondo salvato dai ragazzini” è stato il titolo della 38esima edizione del Salone del Libro di Torino, svoltosi dal 14 al 18 maggio al Lingotto, come da tradizione, che quest’anno ha registrato il boom di presenze, 254mila visitatori, un vero e proprio fiume in piena di amanti della carta (ancora quella vera, palpabile), soprattutto nel weekend. Un fiume che si è mosso fra gli “argini” di più di 1.000 stand di editori e d’esposizione varia, dislocati nei cinque padiglioni e nel palazzetto Oval. Sold out per il 40% degli incontri programmati in calendario, con ospiti provenienti da ogni angolo del mondo, dallo scrittore israeliano David Grossman al neo-Nobel ungherese László Krasznahorkai. Oltre 34mila gli studenti accompagnati, registrando così un 25% in più rispetto al 2025. Forse allora il mondo verrà davvero salvato dai ragazzini, specialmente se sono giovani seguaci della lettura, maestra di vita e di apertura mentale. Interessanti anche i dati delle singole giornate per numero di persone: giovedì 14, data di apertura delle danze, sono state superate le 40mila presenze, venerdì le 50mila e sabato, giorno solitamente più affollato, le 70mila. Insomma, un salone da record.
E in questo tripudio di carta, rilegature, illustrazioni, incontri e seminari c’è stato spazio per una fetta di editoria emiliano-romagnola, specchio del lavoro artigianale di marchi legati al territorio ma con una visione che guarda al di là dei confini tracciati dalle mappe. Pensiamo a il Mulino, casa editrice bolognese di prim’ordine nel genere della saggistica, che ha rilevato un trend di vendite positivo. Tra le uscite recenti che hanno riscosso un buon successo l’ultimo libro del filosofo Massimo Cacciari, “Kaos”, scritto in collaborazione col collega Roberto Esposito. Ma la rappresentanza libraria bolognese a Torino non è stata solo questa. In prima linea Minerva, fiera della sua collana “Libri sperduti”, che ripropone classici dimenticati o in una traduzione più fedele all’originale (è il caso de “I ragazzi della via Pál” di Ferenc Molnár), e “casa” dello scrittore e giornalista bolognese Bruno Damini, che è stato proposto al Premio Strega Narrativa grazie al suo “Il primo a prender fuoco fu Totò. La grande storia di monsù Peppino cuoco errante”. In mostra pure le novità delle case editrici Damster, specializzata in giallistica, e Giraldi, ospite dell’espositore Cna collettiva nazionale (dedicato all’editoria indipendente proveniente da tutte le regioni d’Italia), con l’anteprima dell’ultimo romanzo della scrittrice e giornalista lucana, ma bolognese d’adozione, Isa Grassano, “A volte è complicato”. Infine non si può non citare lo stand dell’Emilia-Romagna, tenuto da cinque piccoli editori appunto della regione, CartaCanta di Forlì, Antiche Porte di Reggio Emilia, In Riga (Bologna), Massimo Soncini Editore di Noceto, in provincia di Parma, e Il Vicolo (Cesena).
Dalle case dei libri ai genitori dei libri, e quelli dell’Emilia-Romagna non sono mancati sullo “straniero” suolo torinese. Pensiamo al poeta modenese ed ex docente Unibo Alberto Bertoni, la cui silloge “Semplici abbandoni” (Einaudi) non è riuscita a entrare nella cinquina del Premio Strega Poesia, annunciata sabato 16 maggio. Si sono imposti invece in finale i poeti Fabrizio Lombardo e Isabella Leardini, rispettivamente autori di "La linea spezzata" (Donzelli) e "Maniere nere" (Mondadori). Lombardo è bolognese, Leardini riminese e dal 2022 dirige il Centro di poesia contemporanea dell'Alma Mater. E che dire dello scrittore sardo, da tempo di casa sotto le due Torri, Marcello Fois, che ha raccontato al pubblico il suo romanzo einaudiano “L’immensa distrazione”, in libreria dal settembre scorso. Poco lusinghiero il suo pensiero sul salone: «Mi sembra un po’ too much questa fiera, c’è tanta paraletteratura terrificante, piena di “libroidi” e mainstream. Ma bisogna riconoscere che queste cose esistono e in qualche modo servono, sta tutto nella capacità del lettore di capire, riconoscere la qualità e le differenze dei prodotti». L'appuntamento per il 2027 sarà dal 13 al 17 maggio.