Sanità

Il presidente della Regione Michele de Pascale e l'assessore alla sanità Massimo Fabi (foto di Riccardo Ruggeri)

Un netto cambiamento di rotta rispetto al passato, una sana gestione contabile e un investimento senza precedenti per garantire il diritto universale alla cura dei cittadini. Dopo anni difficili dal punto di vista economico, che hanno costretto la Regione a chiedere sforzi anche ai cittadini con il pagamenti dei nuovi ticket sanitari e l’aumento di alcune imposte, Viale Aldo Moro viaggia verso il pareggio del bilancio sanitario nel 2026, dopo aver chiuso con un disavanzo di 70 milioni lo scorso anno, in calo di due terzi rispetto al passivo di 194 milioni del 2024. Una parabola finanziaria virtuosa, che porterà la Regione a investire 500 milioni di euro proprio in sanità, portando a 600 milioni il Fondo regionale per la non autosufficienza, a tutela di alcuni servizi fondamentali come l’autonomia degli anziani e delle persone con disabilità.

Un risanamento nelle casse di viale Aldo Moro reso possibile grazie a due fattori principali, tra cui la discussa entrata in vigore dei ticket farmaceutici, che hanno fatto perdere al presidente de Pascale «la luna di miele con i cittadini», come spesso da lui ironicamente ricordato, decisa  proprio con la manovra del 2025 e introdotta da maggio, fruttando un gettito da 32 milioni di euro, decisivo per la riduzione del disavanzo. L’altro contributo fondamentale è arrivato da un efficiente e più razionale utilizzo delle risorse, invertendo una tendenza che aveva portato due anni fa a un passivo da quasi 200 milioni. 

È prevista per i prossimi giorni anche la presentazione del bilancio preventivo per il 2026 sulle stime fatte dalle singole aziende sanitarie. Il costante e centralizzato monitoraggio della spesa, insieme ai trasferimenti già assicurati alle aziende sanitarie, tra cui Ausl e Ospedaliero universitario, ha fatto registrare una previsione di spesa totale per il sistema sanitario regionale pari a 10,2 miliardi di euro, già coperti però in larga parte. Di questa somma mancano all’appello 950 milioni di euro, che verranno garantiti in parte dai finanziamenti nazionali ma soprattutto dalle risorse stanziate dalla Regione. Saranno quattro le voci che consentiranno di provvedere a questo fabbisogno: 325 milioni arriveranno dalla gestione sanitaria accentrata, 215 dal Fondo nazionale, 210 dal payback farmaceutico e 200 dalle casse di Viale Aldo Moro. In questo senso, il contributo dei ticket farmaceutici è previsto e stimato in circa 48 milioni. 

C’è ottimismo anche sul fronte delle infrastrutture, dove la Regione conferma di essere in linea con le scadenze imposte dal Pnrr. Il rispetto di queste deadline consentirà l’apertura di nuove strutture moderne e l’integrazione di tecnologie avanzate per diagnosi e cure, mentre l’obiettivo più urgente per i prossimi mesi è l’attesa entrata a regime delle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, che andranno a integrarsi e in parte sostituire la rete dei Cau, i Centri di assistenza e urgenza. A Bologna questi nuovi ambulatori saranno 20, di cui sei nelle case di comunità, quattro nel distretto della pianura est, tre nella pianura ovest, due nell’Appennino e quattro nel distretto sud, in zona San Lazzaro. Una rivoluzione organizzativa che conferma l’impegno profuso dalla Regione sul tema della sanità, che i vertici di Viale Aldo Moro potranno ora affrontare a schiena dritta con il Governo, forti proprio di questo imminente pareggio di bilancio.