Gioco d'Azzardo
Una sala slot (Foto Ansa)
La Regione Emilia-Romagna è in lotta contro il gioco d'azzardo ma non sente di essere sostenuta da Roma: mentre Viale Aldo Moro lavora per combattere la piaga delle scommesse, per l'assessora regionale a Welfare, terzo settore, politiche per l’infanzia e scuola, Isabella Conti, la maggioranza di Governo punta a fare cassa. L'occasione della critica è data dalla commissione consiliare sul gioco d'azzardo che si è tenuta oggi, durante la quale si sono discusse le strategie di prevenzione e contrasto del fenomeno, soprattutto fra le fasce più deboli e tra i giovani.
L'Emilia-Romagna mette già in atto delle strategie per dare battaglia a un “mostro” che divora agli italiani una quantità spaventosa di denaro. Più di quanto l’Italia spende per la sanità e per l’istruzione. Conti è dura con l'esecutivo: «La nostra è una delle regioni in cui si gioca di più – ha sottolineato durante la commissione di oggi – ma siamo impegnati e abbiamo un approccio multilivello per contrastare il fenomeno. E mentre noi lavoriamo in questa direzione, il Senato preme per il ritorno delle sponsorizzazioni dei siti di scommesse nel calcio. A livello nazionale interessa il gettito».
A sottolineare il lavoro della Regione, Conti ha ricordato che per le persone più a rischio esistono strumenti come un numero verde (800.033.033), sportelli d’aiuto e incentivi per i bar che scelgono di non installare le slot (il marchio "slot freE-R"). «La cosa più importante è parlare ai giovani – ha concluso l’assessora – per questo abbiamo lanciato un programma innovativo nelle scuole».
Anche per Giulia Sarti, deputata del Movimento 5 Stelle intervenuta oggi in commissione, l’Emilia-Romagna è avanti sulle politiche di prevenzione. Tra le norme locali, il “distanziometro”, che costringe bar con slot machine e sale gioco a non stare entro 500 metri da luoghi considerati sensibili, come le scuole. Ma serve il supporto del Governo. «È necessario continuare ad andare avanti – ha detto Sarti – non possiamo tornare indietro dopo trent’anni di lavoro. I problemi, però, si possono risolvere solo con un’azione congiunta di Stato, Regioni e Comuni».
I dati sull’Emilia-Romagna saranno presentati il 30 gennaio alla Casa di quartiere Katia Bertasi, in occasione della terza edizione di “Pane e azzardo”, un’indagine sulla ludopatia in Emilia-Romagna. L’appuntamento è organizzato da Cgil, Federconsumatori e Auser con il patrocinio dell’Emilia-Romagna, e darà spazio all’analisi del fenomeno del gioco in Regione e alla discussione delle strategie di prevenzione e contrasto al fenomeno.