Festival
Eddy Anselmi (foto presa dalla pagina social di Eddy Anselmi)
Il palco dell’Ariston ha sempre ospitato numerosi artisti della città delle Due Torri. E anche quest'anno per la settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo - al via questa sera fino a sabato 28 febbraio - non mancheranno cantanti bolognesi. Il legame della kermesse - che tiene milioni di italiani, e non solo, incollati alla tv - con Bologna, infatti, si è consolidato sin dal lontano 1951, anno d’esordio del Festival e anno in cui Adionilla Pizzi detta Nilla, direttamente da Sant’Agata Bolognese, vinse con la sua “Grazie dei fiori”, replicando il successo anche l’anno seguente con “Vola colomba”.
Questo e tanto altro tra i racconti di Eddy Anselmi, giornalista, autore e produttore televisivo bolognese, massimo esperto dell’Eurovision Song Contest, di cui è stato autore per l’edizione di Torino 2022, nonché dell’appuntamento musicale più atteso dell’anno sul quale ha scritto anche il libro “Dizionario del Festival di Sanremo” (Coniglio Editore).
«Bologna si è resa protagonista della manifestazione canora e della musica leggera sotto molti punti di vista e attraverso diverse professionalità. Non solo le prime due edizioni del festival sono state vinte da un’artista bolognese, ma sempre nel ’51 arrivò terza la canzone “Serenata a nessuno”, scritta dall’autore Walter Colì, anch’esso bolognese». Tuttavia, i protagonisti del capoluogo emiliano-romagnolo non finiscono qui: «Claudio Fasulo, l’attuale capo struttura Rai e vice direttore dell'intrattenimento Prime Time è di Bologna», aggiunge Anselmi.
Ma facciamo un salto nel passato e ripercorriamo con il giornalista quelli che sono stati i retroscena del Festival che hanno consolidato un legame con la città felsinea. «Nel 1958 nello studio dell'editore Cappelli, in via Farini (dove adesso c’è lo store di Sephora), si riunì la commissione selezionatrice e si svolse la riunione per decidere le canzoni che sarebbero andate al Festival di Sanremo. All’epoca era vietato far cantare le canzoni agli autori delle stesse perché si riteneva che avrebbero avuto troppo vantaggio rispetto agli altri. Per questo motivo non si voleva ammettere “Nel blu dipinto di blu”, cantata e scritta dallo stesso Modugno. Ma in quella sede e in quell’occasione, il giornalista jazz Arrigo Polillo, insistette perché Domenico Modugno partecipasse al Festival con la canzone scritta da lui». Grazie a quella decisione e al via libera dato al cantautore pugliese, “Nel blu dipinto di blu” è diventata la canzone che tutti conosciamo, simbolo dell’italianità nel mondo.
«Il cielo è sereno, ma io prevedo un po’ di foschia sul Festival» spiega Anselmi riportando il discorso al giorno d’oggi. Il motivo? «L’edizione trasmessa a fine febbraio/inizio marzo porta sempre dei risultati meno soddisfacenti a livello di ascolti, è possibile che ci sia una lieve inflessione già messa in conto. Questo cambia l’umore di chi il festival lo organizza, che invece ha bisogno di grandi risultati d’ascolto».
Anche quest’anno il palco dell’Ariston sarà calcato da due cantanti a noi vicini, Elettra Lamborghini e Tredici Pietro, pseudonimo di Pietro Morandi e figlio di Gianni Morandi, più volte protagonista, anche come co-conduttore. Dopo avergli chiesto quale fosse il suo favorito tra i due, la risposta di Eddy Anselmi è stata: «Non è l’Eurovision dove il campanilismo vince (e dove a prescindere si tifa per la propria nazione), ma se devo fare un discorso di campanile tifo per Pietro».