Operazione pane
Una ragazza che serve del cibo ad alcune persone in difficoltà (foto concessa dall'Osservatorio dell'Antoniano)
Tra guerre, inflazione e salari fermi da decenni, la crescita della povertà in Italia, e anche nella "ricca" Bologna, sembra non volersi arrestare. Lo testimonia l’attività di aiuto e sostegno concreto svolta dall’Osservatorio dell’Antoniano, che solo nella nostra città ha distribuito nell’ultimo anno 1.604 pasti al giorno alle famiglie in difficoltà. Un numero allarmante, che fa da cornice agli altri dati raccolti dall’Osservatorio nel consuntivo del 2025, nel quale si rileva come nel Paese siano cresciuti del 4% i nuclei familiari in crisi e che chiedono sostegno alla rete, mentre sono salite del 23% le famiglie in condizioni di povertà e del 13% le mamme in difficoltà.
Per questo motivo, l’Antoniano ha allargato la rete di “Operazione pane”, l’iniziativa nata nel 2014 per sostenere le mense e le realtà francescane in Italia e nel mondo, con l’obiettivo di fotografare anche l’evoluzione della difficile situazione economica italiana. Un progetto che coinvolge duemila volontari in tutto lo Stivale, grazie al quale sono aumentati del 10% i pasti giornalieri distribuiti lungo l’intero territorio nazionale. In questo senso, “Operazione pane” è arrivata anche a Bologna, dove la rete ha dato aiuto a 124 famiglie solo nell’ultimo anno. Tra queste, 65 hanno ricevuto aiuti sotto forma di pacchi alimentari, riuscendo così ad assistere anche 40 bambini.
Con la prospettiva di venire in soccorso alle persone in difficoltà e porre rimedio al problema del costo della vita sempre più inaccessibile, l’Antoniano ha anche appena lanciato una nuova campagna di raccolta fondi, con cui sarà possibile donare una cesta con beni di prima necessità alle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Questo supporto alimentare è inoltre accompagnato nel corso dell’anno da attività di sostegno a tutto tondo, dal supporto psicologico all’orientamento al lavoro, con l’obiettivo di trovare non solo una soluzione all’emergenza, ma anche di costruire un futuro più roseo per le persone che sembrano non avere un orizzonte stabile di fronte a sé. Un aiuto che va a intercettare anche le cosiddette “nuove povertà”, schiacciate dall’aumento dei costi quotidiani, dai beni di prima necessità alle bollette, e per questo più difficili da rintracciare.