amministrative
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il sindaco di Imola Marco Panieri (foto Ansa)
«Conta la concretezza, conta mettere a terra un progetto credibile». È con questa rivendicazione che Marco Panieri commenta la sua riconferma alla guida di Imola, ottenuta con un risultato schiacciante sul centrodestra, il 72,55% dei voti. Nicolas Vacchi, pupillo di Fratelli d’Italia e Forza Italia, è rimasto al 19%.
Come si spiega un risultato così ampio?
«È il frutto del duro lavoro di questi anni. Abbiamo lavorato tanto per consolidare il governo della città e recuperare il rapporto con la cittadinanza. Nonostante il Covid e le sette alluvioni, siamo riusciti a portare avanti tanti progetti. Sono stati anni molto produttivi e questo lavoro è stato valorizzato dalla squadra di governo, dal Partito Democratico e anche dalla lista civica Imola Corre, che è stata la vera novità di questa elezione».
Qual è stato, secondo lei, l’elemento decisivo?
«La presenza costante. Ho vissuto il governo della città sette giorni su sette, praticamente ventiquattro ore al giorno. Nei momenti più difficili Imola aveva bisogno di una guida e credo che i cittadini abbiano percepito questo impegno. Abbiamo cercato di essere presenti sempre».
A causa di questa costante presenza lei è stato definito dal centrodestra, durante la campagna elettorale, più un “Pr” che un sindaco.
«I risultati parlano da soli. Noi in questi anni abbiamo valorizzato la presenza di un sindaco nella propria comunità. Abbiamo introdotto azioni concrete: rigenerazione urbana, nuovi quartieri sociali, investimenti, attenzione alle fragilità. Se essere concreti significa fare il Pr, allora vuol dire che il nostro progetto è stato percepito come credibile».
Qual è stata la prima cosa che ha fatto dopo la vittoria?
«Alle otto del mattino ero già in ufficio. Adesso sto lavorando alla nuova giunta e alla continuità amministrativa. Con un risultato così non possiamo lasciare la città sospesa, dobbiamo dare subito continuità al lavoro avviato».
Lei ha vinto senza Movimento 5 Stelle e Verdi nella coalizione, mentre in altre città, come Venezia, il campo largo unito non ha ottenuti gli stessi risultati. Come interpreta questo dato?
«Intanto voglio ringraziare tutta la coalizione di centrosinistra, perché questo risultato è il risultato di tutti. Anche le liste che non sono entrate continueranno a essere coinvolte. Il progetto era condiviso, nonostante la mancanza di alcuni simboli. Troveremo altre strade per far rientrare chi è rimasto fuori. Secondo me la formula è puntare alla concretezza, ai risultati e alla capacità di costruire un progetto credibile».
A Venezia, invece, il campo largo unito non è riuscito a vincere. Cosa cambia a Imola?
«Secondo me fanno la differenza la concretezza, i risultati e la capacità di costruire un progetto credibile. Le persone contano, certo, ma contano soprattutto le idee e il lavoro fatto insieme. Imola oggi si conferma un cantiere politico interessante anche in vista delle prossime elezioni».
Questo risultato può avere un valore politico anche oltre Imola?
«Penso di sì. Imola oggi si conferma un cantiere politico interessante anche in vista delle prossime sfide nazionali e locali. Una percentuale come questa non si era mai vista nella storia della città. Da giovane amministratore mi piace dare questo messaggio: l’impegno, la presenza e il lavoro concreto possono ancora essere premiati dai cittadini».