comunali 2027
Cristiano Di Martino (foto Ansa)
«Ribadisco la mia contrarietà alle Primarie, e aggiungo che le ritengo probabilmente già superate. Basta guardare la risposta che ha dato Fratelli d’Italia, a loro non interessano. E per farle servono tutti i partiti concordi. Anche dentro Forza Italia mi è parso che la proposta non suscitasse entusiasmo». Cristiano Di Martino, segretario della Lega a Bologna, ripete con forza la sua posizione rispetto alla possibilità, ribadita domenica dal leader della Lega Matteo Salvini alla festa dei giovani del partito a Milano Marittima, di ricorrere alle Primarie per scegliere il candidato sindaco alle elezioni bolognesi del prossimo anno. In un centrodestra che sembra ancora lontano dal decidere come affrontare l’appuntamento elettorale.
Salvini aveva già lanciato l'idea nei giorni precedenti, quando aveva proposto per la prima volta il ricorso ai gazebo per scegliere i sindaci nelle città dove il centrodestra ancora un candidato non ce l’ha. Proprio come Bologna. Fratelli d’Italia da tempo spinge, e continua a farlo, per un candidato civico. Con l’obiettivo di muoversi compatti. L’europarlamentare Stefano Cavedagna ha lanciato un appello proprio all’unità del centrodestra, perché «altrimenti non è competitivo e rischia di fare un favore all’attuale sindaco Matteo Lepore». La Lega, invece dice sì al nome di un politico per ricoprire la carica di primo cittadino di Bologna.
Se poi si vuole guardare alle Primarie, Di Martino tra i politici vede un nome, quello di Lucia Borgonzoni, «membro di valore perché al governo da due legislature». Scettico sul fronte dei civici, per i quali «la cosa più importante deve essere la credibilità», dice. «Bisogna essere credibili come sindaci, molti invece stanno cercando di apparire e sono in cerca di un’identità propria». «Il consenso sui social conta poco – continua - deve essere una figura che ha maturato una certa esperienza nelle istituzioni. Bisogna conoscere la materia che si sarà chiamati a gestire». Forse qualche nome nuovo salterà fuori nei prossimi mesi, per ora quelli già in campo non soddisfano la Lega. «Favia, ad esempio – dice Di Martino – non vuole avere nulla a che fare con il centrodestra, per sua stessa ammissione. E ha una lista in cui ci sono diversi fuoriusciti del Pd. Lui stesso militava nel Movimento 5 Stelle… che civico è? Zanni invece, presidente di Confabitare, è una persona credibile. E come lui possono essercene diversi». La ricetta può essere solo una: «Bisogna conoscere la politica, non improvvisarsi. Essere capaci. Altrimenti ne va della reputazione di tutta la classe dirigente».