Città 30

Scorcio di una strada di Bologna (foto Ansa)

 

A un giorno dalla sentenza del Tribunale amministrativo regionale sull’annullamento di Città 30, il partito Fratelli d’Italia, si legge sull’Ansa, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per far luce sui soldi dei bolognesi usati per il progetto del limite di velocità a 30 km/h. Una richiesta, nello specifico, voluta dai consiglieri comunali del partito e dall’eurodeputato Stefano Cavedagna, che ha sostenuto la richiesta di cancellazione dei tassisti bolognesi della misura introdotta dal sindaco Matteo Lepore due anni fa. Secondo l’analisi dei componenti di FdI, essendo stato dichiarato illegittimo il provvedimento, le spese sostenute da Palazzo d’Accursio – tra segnaletica, restringimenti di carreggiata e altro – potrebbero essere considerate un ingente danno erariale.

Dello stesso parere la Lega, decisa anch’essa a portare avanti un esposto sull’erario alla Corte. Un’idea annunciata da Matteo Di Benedetto, sempre all’agenzia Ansa. Per il capogruppo leghista Città 30 ha sempre rappresentato qualcosa di «ideologico e fuori dalla norma, centinaia di migliaia di euro, se non milioni, spesi in propaganda politica», aggiungendo, inoltre, la contestabilità dei dati citati dal sindaco su morti e feriti in strada. «Per l’Istat da anni in Italia gli incidenti sono in diminuzione e la distrazione resta la causa primaria, al contrario della velocità». Di Benedetto conclude rammentando la disponibilità del suo partito a collaborare con la giunta per migliorare la situazione in città, però solo nel caso di un piano specifico e funzionale, valutando caso per caso, area per area, senza cadere nell’ideologia politica.