emergenza
Un'immagine dell'alluvio a Traversara di Bagnacavallo (foto Ansa)
Mentre in Sicilia l’emergenza maltempo continua a mettere in ginocchio interi territori, nell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna si è svolta l’audizione del commissario straordinario per la ricostruzione post-alluvione, Fabrizio Curcio, chiamato a fare il punto sugli interventi e sulle risorse disponibili per la regione.
Davanti alla commissione Territorio e Ambiente, Curcio ha annunciato 175 milioni di euro per rimodulare opere già previste da precedenti ordinanze e altri 400 milioni trasferiti dalla ricostruzione privata a quella pubblica. Per quest’ultima quota, ha spiegato, sarà lo stesso commissario a stabilire le priorità degli interventi. «A un anno dall’audizione in Assemblea - è quanto ha detto in una notizia Ansa - questo è un momento importante per capire se quello che abbiamo immaginato sta andando nella direzione giusta e per tracciare le rotte future». Il commissario ha ricordato che i 2,7 miliardi di euro assegnati dal suo predecessore sono già stati interamente destinati alle opere da realizzare. Con l’ordinanza 55 sono state inoltre estese le misure di sostegno alle imprese agricole colpite dalle alluvioni dell’autunno 2024, mentre l’ordinanza 56 ha stanziato 2,8 milioni di euro per la frazione di Traversara di Bagnacavallo.
Sulla ricostruzione privata, Curcio ha parlato di una fase di accelerazione favorita dalle semplificazioni introdotte dal decreto legge 65. I contributi concessi hanno raggiunto i 254 milioni di euro, tre volte tanto rispetto al 2024. Tuttavia, nel dibattito emerge anche una certa distanza tra gli impegni annunciati nei mesi scorsi e i risultati concreti. Diverse promesse fatte dal commissario, in particolare sui tempi di avvio di alcuni cantieri strategici e sulla piena operatività delle procedure semplificate, risultano ancora in sospeso. Ciò potrebbe alimentare malumori tra amministratori locali e cittadini colpiti dall’emergenza maltempo al sud, poiché dovrebbe sfavorire la causa emiliano-romagnola per via della priorità che il governo, si presume, darà al Mezzogiorno non appena il pericolo sarà arginato.