Museo dei bambini

manifestanti

Un poliziotto davanti a un quadro appeso alle paratie del cantiere da una manifestante (foto di Alberto Biondi)

 

Sono una ventina gli attivisti sollevati di peso e trascinati dalla polizia per sgomberare l'ingresso del cantiere del MuBa, il contestato Museo dei bambini e delle bambine, e permettere agli operai di continuare i lavori.

Erano le sette del mattino quando, al rione Pilastro, alcuni attivisti, contrari alla realizzazione del MuBa nel cuore del Parco Mitilini Moneta Stefanini, si sono ritrovati davanti al cancello d’ingresso del cantiere da poco avviato. Dopo una colazione e un caffè accompagnati da musica, si sono schierati davanti al cancello sedendosi sulle sedie del presidio del Comitato MuBasta sgomberato lunedì scorso, recuperate per l’occasione. L'obiettivo del gesto è quello di impedire agli operai del cantiere, in maniera non violenta, di proseguire nei lavori.

Intorno alle otto cominciano ad arrivare i primi operai. C’è un confronto accesso tra gli attivisti e il capocantiere, che vuole dare inizio alle mansioni previste per la giornata. Arrivano poi gli agenti della Digos. Le mamme, con i bambini che devono andare a scuola, passano lì davanti lanciando uno sguardo a uno dei tanti episodi di una battaglia, quella per il Pilastro, che non sembra trovare una fine o una risoluzione.

La camionetta del reparto mobile della polizia si schiera in via Pirandello alle 9 e 30. I manifestanti si fanno più compatti sulle loro sedie per resistere mentre gli agenti, in assetto antisommossa, si avvicinano e chiedono ufficialmente di liberare il passaggio e lasciare che gli operai entrino nel cantiere per proseguire i lavori. Gli attivisti restano fermi al loro posto, chiedono che il sindaco, Matteo Lepore, o qualcuno del Comune venga a confrontarsi con loro. Dopo un ultimatum, la polizia decide di intervenire spostandoli e trascinandoli tutti, a uno a uno, dall’altro lato della strada. Sullo sfondo della scena, intanto, una giovane donna si è avvicinata portando con sé un grande quadro che rappresenta un albero in fiore. Lo appende alle paratie che proteggono il cantiere.

Sgomberato l’ingresso e allontanati gli attivisti, alle 9 e 55 la polizia si è schierata a protezione degli operai che, protetti dal cordone, sono entrati nel cantiere, chi ridendo, chi facendo video ai manifestanti e alla situazione insolita.

Lepore ha poi risposto, a distanza, ai manifestanti. «I residenti del Pilastro li incontriamo da quattro anni - ha detto il sindaco - non si parla con il comune aggredendo la polizia e sfondando cantieri pubblici».

Gli attivisti fermati, che hanno opposto una resistenza passiva, sono stati solo identificati, così come alcuni fotografi e giornalisti presenti sul posto. Ma lo scontro sul MuBa è tutt’altro che concluso. Dopo una decina di giorni di cortei, polemiche e guerriglia urbana, al Pilastro la situazione è sempre più tesa. Al rione stasera, alle 19, è attesa una nuova manifestazione indetta dai Giovani Palestinesi.