(foto Ansa)

 

 

Svolta per due delitti avvenuti nei mesi scorso al Parco della Montagnola. La Polizia ha infatti rintracciato altri due degli otto pakistani ritenuti autori del tentato omicidio del 5 maggio scorso ai danni di un ventenne tunisino e uno dei due autori della rapina con machete commessa il 18 ottobre ai danni di due giovani. 

Per il gruppo degli otto uomini gravemente indiziati del tentato omicidio del nordafricano, a luglio scorso, il giudice aveva emesso, su richiesta della Procura, la misura cautelare in carcere. Le indagini sono partite dalle numerose chiamate giunte al 113 quel 5 maggio per segnalare una violenta aggressione per mano di un gruppo di almeno dieci persone ai danni di un giovane, ferito con arma da taglio al punto da rischiare la morte. Gli inquirenti si sono poi serviti delle immagini delle telecamere: secondo le ricostruzioni, gli aggressori e la vittima non si conoscevano. Ad agosto sono stati rintracciati, in Italia, tre degli otto autori dell'aggressione. Le ricerche, poi, sono proseguite in ambito internazionale in tutta l'area Schengen sulla base di un mandato di arresto europeo e l'attivazione della Direzione centrale di Polizia criminale del Dipartimento di Pubblica sicurezza. In questo modo altri due ricercati sono stati arrestati in Ungheria e in Germania. Due giorni fa è stato estradato in Italia il primo degli arrestati e sono in corso le procedure di estradizione anche per l'uomo catturato in Germania.

In occasione della rapina del 18 ottobre, la Polizia intervenne nel parco in tarda serata per due giovani che dicevano di essere stati avvicinati da due persone e di essere poi stati minacciati anche con un machete e rapinati del portafoglio e del cellulare. Le indagini, per le quali sono state utilizzate le immagini di videosorveglianza della zona, si sono sviluppate sui frequentatori del parco. Gli inquirenti hanno così circoscritto anche a livello temporale le due fasi della rapina, hanno individuato la seconda vittima che inizialmente non si era presentata in Questura per denunciare e hanno contestualizzato il fatto nell’ambito dello spaccio. Le due vittime di rapina erano infatti al parco in cerca di sostanze stupefacenti.

I sospetti sono caduti su due ragazzi, un egiziano e un tunisino, entrambi con precedenti specifici. Il tunisino era stato controllato, pochi giorni dopo la rapina, sempre in Montagnola, e aveva con sé il cellulare rubato, ma non c'erano gli elementi per l'arresto. Viste le prove raccolte dalla Squadra Mobile, la Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip la custodia in carcere, scattata venerdì scorso per l'egiziano. Si sta ancora cercando il tunisino.