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Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore (foto Ansa)

 

Ennesimo scontro tra Roma e Bologna. Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge dell’Emilia-Romagna sugli affitti brevi, adottata dalla Regione a metà dicembre per far fronte alla crisi abitativa. Matteo Lepore, sindaco di Bologna, si è subito scagliato contro l’”attacco” del Consiglio dei ministri: «Il Governo – ha dichiarato – invece di impugnare le nostre proposte dovrebbe collaborare per regolamentare il mercato degli affitti brevi e proporre un piano nazionale per l’abitare».

Di diverso avviso la consigliera regionale di centrodestra Elena Ugolini, che ha parlato di «scelta legittima, necessaria e doverosa» da parte del Consiglio dei ministri.

La legge impugnata dal Governo, composta da quattro titoli e tredici articoli, introduceva alcune novità per regolamentare gli affitti brevi. Tra le novità più importanti, la destinazione d’uso urbanistica detta “locazione breve”, alla quale tutti gli immobili usati per gli affitti brevi avrebbero dovuto adeguarsi, rispettando rigidi standard di sicurezza, igiene, conformità degli impianti, efficienza energetica. Inoltre, la legge prevedeva che i Comuni avessero il potere di limitare il numero degli affitti brevi in zone particolarmente sensibili.

Per Lepore l’Ue ha già fatto dei passi in avanti sull’abitare, mentre «l’Italia è fanalino di coda». Il sindaco ha ricordato anche che «l’Emilia-Romagna non vieta gli affitti brevi, li regolamenta per trovare un nuovo equilibrio».

Prima di Lepore a parlare era stato il presidente della Regione, Michele De Pascale: «Meloni dimostra scarsa cultura istituzionale». A decidere del futuro della legge, adesso, sarà la Corte Costituzionale.