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John Elkann, ormai ex proprietario del quotidiano torinese (foto Ansa)
Ora è ufficiale: il gruppo Gedi ha firmato il contratto preliminare per la cessione de "La Stampa" a Sae, gruppo editoriale guidato da Alberto Leonardis.
Il passaggio del testimone non si limiterà al solo quotidiano torinese, ma includerà anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale dedicata alla raccolta pubblicitaria locale e tutte le attività di staff e di supporto alla redazione. «Un'acquisizione che sarà effettuata tramite la creazione di un nuovo veicolo societario controllato dal Gruppo Sae - dice in una nota Gedi - all’interno del quale è previsto l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest». L' identità di questi ultimi, tuttavia, non è ancora nota.
Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026. Da parte di Alberto Leonardis, imprenditore abruzzese ed editore di Sae (Sapere Aude Editori), arrivano rassicurazioni sulla continuità editoriale che sarà mantenuta dal quotidiano, grazie anche alla forte esperienza maturata dal gruppo nel settore. La notizia, intanto, ha generato reazioni e preoccupazioni su più fronti, in particolare per quanto riguarda il futuro dei lavoratori e l’indipendenza del giornale.
Marco Grimaldi, vice capogruppo di Avs alla Camera, ha commentato come l’operazione sia «in linea con la svendita di Elkann», sottolineando però che: «La Stampa non è la Juve e non sono quadri preziosi». Non manca nemmeno la frecciata all’esecutivo: «Si vede che una stampa libera e plurale è buona merce di scambio con il Governo, che continua a non dire una parola». A non stupire per la cessione della testata è Slc Cgil. « La vendita al gruppo Sae de La Stampa e delle strutture collegate non ci coglie di sorpresa e l'auspicio è che sorprese non arrivino in fatto di piena e buona occupazione», avverte il sindacato. «Come Slc Cgil ci aspettiamo un piano industriale all'altezza di una testata storica, che tuteli lavoratori e professionalità e che non ne disperda il patrimonio ma, al contrario, garantisca futuro e indipendenza editoriale», spiega il Sindacato Lavoratori della Comunicazione, promettendo di vigilare «sulle scelte dell'acquirente che si augura vengano illustrate in tempi brevi».
La Stampa, fondata nel 1867 come Gazzetta Piemontese per iniziativa di Vittorio Bersezio e Casimiro Favale, è una delle testate italiane più antiche in circolazione. La storia del giornale è indissolubilmente legata a quella della famiglia Agnelli, azionista dal 1920 e che nel 1926 ne assunse il controllo totale. Un secolo di articoli insieme prima dell’annuncio della cessione a Sae. Oggi il quotidiano è diretto da Andrea Malaguti e vanta una diffusione di oltre 67.000 copie.