Partiti

Giulia Caciolli, Gabriele Tonicchi, Enrico di Stasi, Eleonora Riberto e Matteo Meogrossi (foto di Michelangelo Ballardini)

 

Una “grande primavera di mobilitazione”. Con questa espressione il Pd bolognese descrive l’insieme di iniziative dei prossimi mesi, a un anno dalle elezioni comunali. In una stagione sempre molto importante per il mondo di sinistra, tra 25 aprile e Primo maggio, partirà anche un’operazione «dal sapore antico - come la descrive il segretario provinciale, Enrico di Stasi - una grande campagna pubblica per il tesseramento 2026, autonoma dalla direzione nazionale». Il segretario spiega che ancora oggi il Pd vive sia economicamente che politicamente delle tessere degli iscritti, delle feste territoriali e dell’autofinanziamento, «modi per tenere vivo il rapporto con il cittadino in carne e ossa». Negli ultimi anni la raccolta degli iscritti era rimasta un momento interno svolto dai circoli: «Una ritualità» che ora cambia. Nel quadro della generale riorganizzazione comunicativa della federazione bolognese, diverrà un processo più grande. Due le linee di azione: la compilazione di un questionario al momento del tesseramento e l’affissione di manifesti che raccontino il lavoro del partito.

“Voci in circolo, idee in movimento”. Questo il nome del sondaggio che, nell’idea del responsabile partecipazione del Pd Bologna, Gabriele Tonicchi, «vuole raccogliere opinioni, ascoltare critiche e proposte della nostra base, riavvicinarci al territorio che desideriamo rappresentare». Una ricucitura che passerà da un coinvolgimento dei segretari dei circoli, 95 fra città e provincia, a cui dare nuova centralità. E coinvolgerà tutta l’area metropolitana anche la campagna manifesti, con novecento affissioni. «Non un gesto di propaganda - precisa Tonicchi - ma una rivendicazione senza slogan delle scelte che abbiamo preso, sempre mettendo le idee prima del consenso». Racconta poi l’ispirazione per il contenuto dei manifesti, il discorso di Pericle agli ateniesi con il concetto della democrazia come connubio di libertà e responsabilità. La speranza di tutta la segreteria bolognese è di riuscire a raggiungere anche membri della più grande maggioranza politica italiana, gli astenuti, per coinvolgerli nuovamente nella vita politica. 

I tesserati alla federazione Pd bolognese, che non include Imola, sono stabilmente poco più di 7.000, il 62% nella città metropolitana e il 38% nel capoluogo. Nel 2025 ci sono stati 300 nuovi iscritti, mentre in 600 hanno ripreso la tessera dopo aver mancato almeno un anno di rinnovo. Nonostante sia possibile iscriversi anche online, la quasi totalità delle tessere viene consegnata dal vivo, un segno per la segreteria della volontà delle persone di essere coinvolte fisicamente dalla vita politica cittadina. L'iscrizione costa di base venti euro, di cui quattro vanno alla direzione nazionale mentre il restante rimane sul territorio. «Sappiamo di non essere il Pci o la Democrazia cristiana - conclude il coordinatore provinciale, Matteo Meogrossi - in cui la tessera di partito rappresentava l’identità. Oggi l’adesione ha un significato differente, ma siamo fiduciosi che la campagna pubblica insieme alle tante feste territoriali, almeno una ogni fine settimana da oggi a fine novembre, potrà far avvicinare molti».

 

 Il questionario e alcuni esempi dei manifesti (foto di Michelangelo Ballardini)