ItaliaMeteo

Una ricercatrice in un laboratorio (Foto unsplash) 

 

Partnership internazionali e anni di lavoro sulla meteorologia e sul cambiamento climatico rischiano di andare in fumo. Secondo Eva Merloni, presidente e responsabile ufficio progetti europei, è quello che accadrà ai tanti progressi fatti durante agli anni di ricerca al Tecnopolo, dopo che il governo ha deciso di trasferire l’agenzia ItaliaMeteo da Bologna a Roma.

«Lavoro in partita Iva da tre anni, mi occupo di seguire i progetti europei», dice Eva al presidio organizzato dal sindacato di fronte la sede del Tecnopolo in via Stalingrado. Il suo lavoro consiste nell’inviare candidature ai bandi Ue e gestire i progetti che coinvolgono enti meteorologici nazionali. I progetti servono a portare le competenze sviluppate in Italia su un piano internazionale. «Quando si parla di cambiamento climatico e meteorologia – spiega Merloni - non si può ragionare entro i confini nazionali. Per questo collaboriamo con servizi meteorologici europei e altri enti tecnici».

Come ha ricordato la ricercatrice, negli ultimi anni sono stati fatti tanti passi avanti: «Abbiamo attivato una quindicina di progetti con budget di milioni di euro e con molti partner internazionali. ItaliaMeteo stava iniziando a essere riconosciuto a livello internazionale». Dopo la notizia di trasferimento, la situazione rischia però di cambiare in peggio: «I progetti europei si basano sul lavoro delle persone, i finanziamenti servono proprio a pagare tecnici e ricercatori che li portano avanti». La mancata proroga del contratto, che per i lavoratori autonomi come Eva sarebbe dovuta avvenire il primo Gennaio 2026, ha gettato nell’incertezza il futuro dell’agenzia e dei suoi dipendenti: «Abbiamo scritto diverse email e solleciti, ma non abbiamo ricevuto risposta. Una situazione singolare se si considera che per un trasferimento, così come annunciato, non abbiamo fatto neanche il passaggio di consegne». 

Da lunedì prossimo potrebbe non esserci più il personale necessario per sviluppare i progetti. Il rischio secondo la ricercatrice riguarda la reputazione dell’agenzia: «A livello internazionale sarebbe una figuraccia enorme per il nostro Paese. Se non si portano avanti le attività sottoscritte nei contratti con i partner, l’Italia rischia di finire in una black list, il che significherebbe l’impossibilità di accedere a bandi futuri». La situazione in cui si trova oggi l’agenzia sembra inverosimile se paragonata alle aspettative di Merloni e dei colleghi all’inizio della loro attività: «Credevamo che il Tecnopolo fosse destinato a diventare un hub nazionale per la meteorologia e la climatologia, anche grazie alla vicinanza con il Centro europeo, oggi invece rischia di essere distrutto, con un enorme spreco umano, economico e relazionale».

 

Eva Merloni, presidente e responsabile ufficio progetti europei (foto profilo Linkedin)