crisi aziendale
Un'immagine del logo Amazon (foto Ansa)
È di nuovo tensione nel sistema degli appalti legati ad Amazon nel territorio bolognese. Dopo le polemiche delle scorse settimane sui danni ai furgoni, arrivano due licenziamenti che coinvolgono rappresentanti sindacali e riaccendono lo scontro tra azienda e organizzazioni dei lavoratori.
Secondo quanto denuncia la Filt-Cgil, sono stati licenziati due lavoratori della società Tdu Srl, una delle società che operano in appalto per Amazon nei magazzini del territorio bolognese, dove lavorano complessivamente circa 200 addetti. Uno dei due ricopriva il ruolo di rappresentante sindacale aziendale (Rsa), mentre l’altro aveva svolto lo stesso incarico fino a poco tempo fa. Per il sindacato si tratta di provvedimenti basati su «accuse pretestuose che nascondono l’intenzione di eliminare il sindacato dall’azienda e intimidire lavoratori e lavoratrici». Filt-Cgil parla apertamente di licenziamenti «discriminatori per ragioni sindacali» e annuncia l’avvio di una causa per condotta antisindacale ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. Il sindacato ricorda che da tempo contesta a Tdu il mancato rispetto di diversi accordi: dalle regole sui danni ai furgoni causati dagli autisti al pagamento delle ore di straordinario, fino alla percentuale massima di contratti a tempo determinato.
Nel comunicato, Filt-Cgil parla anche di «continue pressioni sui lavoratori atte a limitare le libertà sindacali», culminate in procedimenti disciplinari contro gli Rsa «verosimilmente basati su controlli occulti». Inoltre, sostiene il sindacato, nonostante le richieste, l’azienda non avrebbe fornito la documentazione relativa alle contestazioni. Secondo la ricostruzione della Filt, i due rappresentanti sindacali sarebbero stati «perseguitati a lungo» e avrebbero ricevuto un trattamento diverso rispetto agli altri dipendenti proprio per il ruolo ricoperto. Uno dei due lavoratori, aggiunge il sindacato, era già stato coinvolto in un precedente tentativo di licenziamento poi archiviato dopo che una cliente di Amazon aveva smentito le accuse rivolte nei suoi confronti.
La vicenda ora rischia di approdare nelle aule di tribunale, con il sindacato deciso a chiedere l’intervento della magistratura per fermare quella che definisce una «condotta antisindacale».