Comunale

Da sinistra a destra: il regista Mariano Bauduin, il direttore artistico Pierangelo Conte, la sovraintendente Elisabetta Riva e il direttore Roberto Abbado

(foto di Federica Cecchi)

 

 

Prima del grande ritorno nella storica sede di largo Respighi, la Stagione d’Opera 2026 del Teatro Comunale di Bologna prende forma con un omaggio a Mozart. Il cartellone, intitolato simbolicamente “Verso Itaca”, segna una fase di passaggio per la fondazione lirico-sinfonica bolognese: è infatti la prima stagione firmata dalla sovrintendente Elisabetta Riva e l’ultima realizzata lontano dalla casa storica, dove il teatro ritornerà ad essere operativo il 14 febbraio 2027.

Ad inaugurare la stagione sarà Idomeneo di Wolfgang Amadeus Mozart, proposto in un nuovo allestimento, in scena dal 24 gennaio al 1° febbraio. La produzione porta per la prima volta al Comunale di Bologna la regia di Mariano Bauduin, mentre la direzione musicale è affidata a Roberto Abbado.

Bauduin sceglie di non limitarsi alla rilettura di un mito classico già raccontato, ma di concentrarsi sulla dimensione interiore del dramma. Il suo Idomeneo diventa così un percorso introspettivo, «un viaggio verso il pozzo dell’anima», ha spiegato il regista durante la conferenza stampa di presentazione della stagione del comunale, nell’ampia sala Royer Rossini. A teatro, la musica assumerà un ruolo centrale, fino a farsi, a tratti, quasi astratta, come ha raccontato Bauduin. «Lo spettatore - ha continuato il regista - assisterà a un’opera costruita su un’alternanza continua tra recitativi che sfoceranno nei pezzi musicali e momenti musicali che diventano racconto». Un equilibrio fragile e raffinato che, in Mozart, riesce a tenere insieme tensione ed eleganza, «dando forma alla tempesta», ha concluso Bauduin.

Si tratterà quindi di un dramma per musica diviso in tre atti, su libretto in lingua italiana, che vedrà tra i protagonisti il tenore Antonio Poli nel ruolo principale che dà anche nome all’opera: Idomeneo, re di Creta e nipote di Minosse, affiancato dal soprano Mariangela Sicilia nelle vesti di Ilia, principessa troiana e figlia di Priamo.

Al centro dell’opera resta la vicenda mitologica del ritorno di Idomeneo dalla guerra di Troia: il voto a Nettuno per salvarsi dal naufragio, la promessa di sacrificare il primo essere umano incontrato allo sbarco e la scoperta che quella vittima designata è il figlio Idamante. Da qui si svilupperanno il tormento del re, il tentativo di sottrarsi al giuramento, l’amore tra Idamante e Ilia e la minaccia che incomberà su Creta, fino alla parola risolutiva dell’oracolo: Idomeneo dovrà rinunciare al trono in favore del figlio, che sposerà Ilia e governerà l’isola, placando l’ira del dio del mare.

Il direttore Roberto Abbado ha, inoltre, sottolineato la complessità della partitura, definendo Idomeneo «un grande lavoro per orchestra, coro e solisti». L’intento è quello di offrire una lettura capace di dialogare con anche con il presente. «Puntiamo a una visione moderna dell’opera di Mozart, che guardi al passato come al futuro». La versione proposta è quella di Modena, arricchita da un inserto viennese significativo, la scena d’aria di Elettra, che Mozart aveva in seguito tagliato.

Come ha sottolineato la sovrintendente Elisabetta Riva, l’apertura con Idomeneo è stata una scelta che ha «definito fin da subito l’identità della stagione: un impegno verso la tradizione insieme al coraggio di confrontarsi con titoli meno popolari, accostando il grande repertorio, più serio a proposte più leggere e tracciando una rotta che, da Itaca, guarda già al futuro del Comunale»