mobilità
(foto Ansa)
Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna ha istituito la “Città 30”. È stato infatti accolto il ricorso dei tassisti, sostenuti da Fratelli d’Italia tramite l’europarlamentare Stefano Cavedagna. Avevano lamentato un danno economico dovuto ai nuovi limiti di velocità sul territorio comunale. Dopo mesi di polemiche e di attese, arriva la sentenza che di fatto «annulla l’impugnato Piano particolareggiato del traffico urbano "Bologna Città 30" e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 km orari, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare».
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha però manifestato l'intenzione di non demordere: «La Città 30 andrà avanti. L'obiettivo che abbiamo sempre avuto e rivendicato è quello di salvare vita sulla strada e prevenire e ridurre gli incidenti. Il centro destra invece di collaborare sulla sicurezza stradale ha fatto di tutto per boicottare il nostro provvedimento. Domani faremo una conferenza stampa».
Le ordinanze che hanno individuato le “zone 30” – scrivono i giudici – sono corredate da motivazioni «generiche». L’articolo 142 del codice della strada, infatti, tende ad «escludere l’adozione di misure più restrittive nel regolare la velocità che siano estese a intere categorie di strade, così come ha fatto il Comune di Bologna, senza indicare specifiche condizioni che rendano opportune per determinate “strade e tratti di strada” limiti di velocità inferiori». Legalmente, per il Tar, il Comune di Bologna «ha inteso, di fatto e contravvenendo al Codice della strada, introdurre un nuovo limite di velocità generalizzato a 30 all’ora per intere aree di ogni quartiere cittadino, senza connotazioni, né distinzioni di sorta fra le stesse».
Per l'assessore alla Mobilità Michele Campaniello si tratterebbe di un «ennesimo tentativo di boicottaggio politico, messo in atto dal Governo sulla pelle dei cittadini. Apprendiamo dalle dichiarazioni di Galeazzo Bignami che il ricorso non è stato presentato da due tassisti, come inizialmente sostenuto, ma da Fratelli d'Italia. Ancora una volta Bologna deve pagare lo scotto di non allinearsi alle scelte del Governo Meloni. Andremo avanti».
Intanto l’opposizione festeggia, a partire proprio da Galeazzo Bignami, parlamentare capogruppo di Fdi alla Camera, con Matteo Di Benedetto (Lega) che chiede le dimissioni del sindaco Lepore e promette di presentare un esposto per danno erariale. Soddisfatto anche il leader della Lega, Matteo Salvini.