editoria
Paolo Amadasi, presidente dell'Aser (foto concessa dall'intervistato)
«Ben venga il nuovo investitore per il gruppo, purché ci sia trasparenza tra le parti, la salvaguardia dei posti di lavoro e una progettazione completa per il futuro». Così Paolo Maria Amadasi, presidente dell’Aser (Associazione stampa Emilia-Romagna) accoglie l’annunciata acquisizione della maggioranza delle quote, da parte di Leonardo Maria del Vecchio, del gruppo Editore Nazionale, di cui fanno parte “Il Resto del Carlino”, “Il Giorno”, “La Nazione”, “Quotidiano Nazionale”.
Figlio del fondatore del colosso Luxottica, Leonardo del Vecchio, il 31enne milanese ha formalizzato il 22 gennaio l’offerta vincolante tra la sua società d’investimento, Lmdv Capital, e l’attuale proprietario del gruppo Monrif, della famiglia Monti-Riffeser. Ora si attendono solo gli ultimi passi per la formalizzazione dell’accordo, sebbene ancora non si sappia l’entità della quota che acquisirà Del Vecchio e a che cifra (“Il Sole 24 Ore” scrive che sarà intorno all’80%).
Sulla questione, Amadasi rimanda i giudizi a quando la cessione sarà conclusa e le condizioni offerte ai lavoratori saranno note. «È ancora presto per valutare pro e contro dell’operazione, perché non abbiamo tra le mani ancora nessun elemento concreto. Quello che è certo è che Aser e Fnsi vigileranno sulla cessione e sono da subito disponibili a creare un clima di collaborazione».
Non è la prima volta che l’imprenditore si muove nel settore editoriale. Già a dicembre, infatti, Del Vecchio aveva comprato il 30% delle quote de “Il Giornale” dalla famiglia Angelucci, proprietaria ed editrice di “Libero” e “Il Tempo”. Tuttavia, cessioni come quella di Editore Nazionale implicano un netto cambio di scenario per le testate coinvolte, visto anche il periodo storico di riorganizzazione e concentrazione del settore. «Nel nostro caso la concentrazione c’era già con Monrif, dunque i timori in merito non ci sono. È vero che Del Vecchio ossiede anche quote ne “Il Giornale”, però è comunque azionista di minoranza di un quotidiano non dominante, quindi su questo siamo tranquilli», conclude il presidente dell'Aser.