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Vincenzo Italiano, ex allenatore del Bologna (foto Ansa)
Due stagioni. Tanto è bastato a Vincenzo Italiano per lasciare un’impronta profonda nella storia del Bologna. Il momento più alto? Il 14 maggio 2025, quando i rossoblù trionfano contro il Milan 1-0 e conquistano la terza Coppa Italia della loro storia, riportando un trofeo nazionale 51 anni dopo l’ultima volta. Per il club è un successo storico. Per il mister rappresenta anche una rivincita personale dopo le tre finali perse negli anni precedenti alla guida della Fiorentina. Oggi è arrivato il comunicato ufficiale della società. Italiano e il Bologna si separano consensualmente, chiudendo un ciclo breve ma intensissimo, durante il quale il tecnico ha contribuito a consolidare la squadra emiliana tra le formazioni più riconoscibili del panorama italiano ed europeo.
Arrivato un po’ in sordina nell’estate del 2024, con l’addio di Thiago Motta e una storica qualificazione in Champions League, Italiano raccoglie un’eredità pesante. Dopo un inizio di stagione, quella 24-25, caratterizzata da risultati perlopiù altalenanti, il mister riesce progressivamente a imprimere la propria identità alla rosa. Il Bologna diventa fin da subito una formazione riconoscibile per intensità, aggressività e qualità offensiva. I suoi principi cardine sono pressing alto, verticalizzazioni rapide e ritmo costante, all’interno di un sistema in cui crescono ulteriormente giocatori come Riccardo Orsolini, Dan Ndoye, Jens Odgaard, Sam Beukema e Santiago Castro, protagonisti di annate ad alto livello. In totale, su 107 panchine il bilancio parla chiaro: 47 vittorie che lo inseriscono al quinto posto assoluto nella storia del Bologna per percentuale di successi (44%) nell'era della Serie A a tre punti.
Un altro dei momenti simbolo dell’esperienza di Italiano resta il ritorno del Bologna in Champions League. Tra le immagini destinate a restare nella memoria dei tifosi, oltre all’esordio contro lo Shakhtar Donetsk e la trasferta ad Anfield contro il Liverpool, c’è soprattutto la storica vittoria 2-1 contro il Borussia Dortmund allo stadio Dall’Ara. Un successo in rimonta che carica emotivamente la piazza bolognese, nonostante l’eliminazione dalla coppa dalle grandi orecchie. Quest’anno in Europa League, invece, Italiano raggiunge addirittura i quarti di finale contro la futura vincitrice, l’Aston Villa, battendo prima agli ottavi la Roma di Gian Piero Gasperini e sfiorando, in precedenza, l’impresa di arrivare tra le otto migliori squadre durante i gironi.
L’esperienza del mister a Bologna resta legata a risultati storici. Al di là dell’ottavo posto in questa stagione, dopo un tracollo tra dicembre e febbraio, e del nono nella scorsa, l’allenatore ha cambiato la percezione del club dentro e fuori dall’Italia. Dalla stabilità europea alla crescita di un’identità chiara. Ma c’è un altro dato interessante del percorso di Italiano al Bologna. Nessun undici è mai stato ripetuto. Un dato curioso che spiega il suo modo alternativo di allenare.